Contenuto riservato agli abbonati

Così è stata respinta l'ipotesi arancione per la provincia di Pistoia

Il racconto della riunione con i sindaci, dove il presidente della Regione Eugenio Giani ha deciso la proroga della zona rossa

PISTOIA.La riunione in videoconferenza tra i sindaci e il presidente della Regione Eugenio Giani, giovedì 4 marzo, quella che ha spalancato le porte della zona rossa per un’altra settimana alla provincia di Pistoia, è finita alle 23. D’altra parte i numeri erano quelli, la provincia continua ad avere ben più di 250 nuovi casi settimanali di positivi al Covid ogni centomila abitanti (la soglia fatidica, secondo i decreti del governo), per cui la proroga della zona rossa, introdotta il 27 febbraio, era sostanzialmente inevitabile.

Ma se questo è stato l’esito, durante la riunione diversi primi cittadini hanno preso la parola per proporre una soluzione alternativa: passare dalla zona rossa a quella arancione, magari rafforzata. Uno è stato il sindaco di Montecatini Luca Baroncini. «Ho provato – spiega – insieme ad altri sindaci a portare all'attenzione del presidente Giani una possibile alternativa. Adesso, data la situazione spero che ci possa essere un netto miglioramento nei dati dei contagi per poter riaprire tutti il più presto possibile».


Qual era il senso della proposta? «Non avrebbe significato un “libera tutti”'–- spiega Luca Baroncini – anche perché l'arancione di Draghi è più severo rispetto quello di Conte, ma esclusivamente la possibilità di avere un po' di ossigeno da parte di alcune categorie economiche. Sono d'accordo sulla necessità della chiusura delle scuole in questo momento. Ma il mio parere, come di altri colleghi, non è bastato. Lascio perdere le polemiche, perché ci troviamo in una situazione difficoltosa e in questo momento storico è sbagliato recriminare. Mi attengo, come normale che sia, alle decisioni prese e chiedo ai cittadini di rispettarle. Certamente ho voluto raccontare che io avevo una opinione diversa e che l'ho esternata con fermezza e convinzione».

La proposta di una zona arancione era stata appoggiata, tra gli altri, anche dal sindaco di Agliana, Luca Benesperi, che ne ha fatto cenno in un post sulla sua pagina Facebook. E – tanto per non identificarla come una questione solo di schieramento politico – vale la pena chiarire che una posizione simile era emersa anche dall’intervento di un sindaco non di centrodestra (come quelli fin qui citati) come Daniele Bettarini, primo cittadino di Buggiano.

Per fare chiarezza, durante la riunione Eugenio Giani ha ricordato che i numeri dei nuovi contagi sono tali che, indipendentemente dal colore della provincia, dopo la riunione del Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica (in programma per venerdì 5) la decisione di chiudere le scuole pistoiesi sarebbe stata presa comunque. L’unica differenza, a quel punto, riguardava la chiusura di parrucchiere, barbieri e centri estetici, la cui chiusura in zona rossa è imposta dal primo decreto Covid del governo Draghi.

E alla fine del giro dei sindaci, la maggioranza dei primi cittadini si è ritrovata sulle posizioni annunciate dal presidente della Regione Eugenio Giani. La riunione si è sciolta alle 23 e ieri il presidente ha firmato il prolungamento della zona rossa fino a venerdì 12 marzo. I sindaci pistoiesi, invece, torneranno ad incontrarsi martedì, soprattutto per coordinarsi tra loro nelle scelte che si renderanno necessarie. —