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Scuola, presidi stretti tra due Dpcm e un’ordinanza

Pistoia, venerdì incontro in videoconferenza per chiarirsi le idee. Perplessità anche sul prolungamento dell’anno scolastico

PISTOIA. Il nuovo Dpcm del governo Draghi, che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e l'attivazione della didattica a distanza nelle regioni rosse, sta generando il caos negli istituti comprensivi della provincia. Il provvedimento, infatti, si sovrappone all'ordinanza regionale del 27 febbraio a firma del presidente Eugenio Giani che aveva disposto la "zona rossa" per il territorio provinciale di Pistoia, prendendo però a riferimento l'ultimo Dpcm in vigore (l'ultimo del governo Conte), che con la zona rossa non prevedeva l'attivazione della didattica a distanza per le scuole dell'infanzia, elementari e prime medie.

Come se non bastasse, secondo quanto annunciato dallo stesso Giani nella diretta Facebook di mercoledì sera, la certezza del colore della provincia di Pistoia, e quindi anche la conferma dell'attivazione della didattica a distanza in tutte le scuole, a partire da lunedì 8, è stata decisa solo nella serata di ieri al termine dell'incontro con i sindaci. Inoltre da ora il presidente Giani potrà decidere ogni venerdì, sentito il suo comitato di esperti, l’eventuale chiusura di scuole su base provinciale nel caso in cui i contagi superino una certa soglia.

Intanto sabato molte classi di prima media avrebbero lezione e – i dirigenti scolastici lo confermano – nessuno ancora sa se le scuole saranno aperte o chiuse. Tanto che, nella tarda mattinata di venerdì, molti presidi degli istituti comprensivi della provincia si sono dati appuntamento in videoconferenza per confrontarsi e cercare di orientarsi nel dedalo di Dpcm e ordinanze regionali.

Il pensiero comune a molti, infatti, è quello di essere stati lasciati soli, senza un interlocutore a cui rivolgersi. «Abbiamo letto il nuovo Dcpm e l'ordinanza della Regione, ma ci sono punti che creano una grande confusione», conferma Luca Gaggioli, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno di Quarrata, che comprende tre scuole dell'infanzia, tre scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado. «Ho parlato con molti colleghi, ed è chiaro che, usando il buon senso, siamo tutti orientati ad attivare la didattica a distanza anche per le prime medie, già da domani. Rimaniamo però in attesa di capire di che colore sarà la nostra provincia lunedì, e quindi se dovremo prevedere la didattica a distanza per la prossima settimana. È chiaro che così, il caos è totale».

«Siamo lasciati soli a districarci tra norme e provvedimenti, senza sapere a chi chiedere conferma sulle disposizioni e i tempi di attivazione della didattica a distanza, tanto da non avere ancora la certezza di cosa dovremo fare sabato» gli fa eco Lucia Maffei, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo "Enrico Fermi" di Serravalle Pistoiese, che conta due scuole dell'infanzia, una scuola elementare e due scuole medie. «Ci ritroviamo a dover organizzare le nostre scuole, basandoci su quello che ascoltiamo alla tv» scherza, tra il serio e il faceto, la dirigente Maffei. «Ma la questione è molto grave – aggiunge – Per di più, ci sono comuni dove i contagi sono praticamente nulli, e chiudere le scuole dell'infanzia ed elementari è davvero una scelta complicata. Credo che su questo aspetto, i provvedimenti della dad dovrebbero essere applicati su scala comunale e non provinciale».

E sulla proposta di prolungare l'anno scolastico fino alla fine di giugno? «Non sono contraria – conclude Maffei – ma prima dovranno essere definiti altri aspetti. Concludere la scuola più tardi, infatti, implicherebbe posticipare le nomine degli insegnati supplenti per il nuovo anno scolastico, arrivando magari a ottobre ancora senza docenti. Il che è inammissibile». —

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