L’idea: una funivia per unire le piste di Abetone e Cimone

Cinque sindaci (di cui quattro emiliani) hanno messo le firme su un accordo Un tecnico studierà la fattibilità del collegamento, poi se ne parlerà in Regione



Un impianto a fune per collegare le piste da sci dell’Abetone con quelle del Cimone. L'idea è tornata a galla lo scorso gennaio, quando cinque amministrazioni comunali si sono sedute allo stesso tavolo e hanno deciso di impegnarsi per studiare la fattibilità del collegamento, firmando un protocollo d'intesa a cui dovrebbe seguire un primo progetto preliminare. I sindaci vogliono avere in mano almeno i dati di massima per poi poter aprire il discorso con gli interlocutori immediatamente superiori, prime fra tutte le regioni Toscana ed Emilia.


L’impulso è partito dal Comune di Abetone-Cutigliano che ha trovato man forte nei “cugini” emiliani di Fiumalbo, ma anche nei Comuni di Sestola, Montecreto e Fanano, sempre al di là del crinale appenninico. Tutti d’accordo sul fatto che un nuovo impianto di questo genere darebbe una svolta importante al turismo, creando un comprensorio con cento chilometri di piste, concorrenziale con i maggiori centri delle Alpi. Non solo per il rilancio del turismo invernale, ma anche di quello estivo. Per verificare se l’intuizione ha effettivamente gambe per sostenersi, è stato dato mandato ad un professionista di redigere un primissimo progetto.

«Mi sono incontrato con i sindaci del versante emiliano – ha spiegato Alessandro Barachini, sindaco reggente di Abetone-Cutigliano – per sapere se intanto vi era anche da parte loro la volontà di verificare la fattibilità del collegamento tra i comprensori di Abetone e Cimone. Una volta che abbiamo capito di essere sulla stessa linea, allora è stato dato mandato ad un professionista di redigere un progetto per cercare di farsi una prima opinione, in pratica uno studio di fattibilità».

Costo di questo primo lavoro, circa 600 euro, che saranno finanziati dal Comune di Abetone-Cutigliano. «Proseguire a fare turismo bianco e verde nella forma attuale per Abetone non è più sostenibile – aggiunge Barachini – e c'è bisogno di un rilancio per essere competitivi sia con i comprensori alpini che con quelli delle vicine Nazioni europee. Per noi si aprirebbe un mondo, perché potremmo ancora essere competitivi e allargare il ventaglio del turismo che non sarebbe più confinato al tradizionale “mordi e fuggi” ma più stazionario, ampliato nei mesi estivi grazie al trekking ed alle camminate e soprattutto in grado di non svilupparsi prevalentemente nei fine settimana ma anche in fasce infrasettimanali. Alle porte c'è il Recovery Plan, potrebbe essere un'occasione da sfruttare».

Un'ipotesi che, come detto, è ben vista anche dalle amministrazioni emiliane confinanti. «Per il momento – spiega il sindaco di Fiumalbo Alessio Nizzi – siamo solo al livello di ragionamento. Capire se un collegamento a fune tra i comprensori di Abetone e Cimone è fattibile. Significherebbe lo sviluppo del crinale, la creazione di una delle maggiori aree turistiche. Quello che, già adesso è da sottolineare, è che cinque Comuni si siano seduti ad un tavolo uniti. Comunque il progetto preliminare che abbiamo commissionato è solo per avere i primi dati. Si può fare? Quanto dovrà essere lungo? Quanto costa? Quale impatto ambientale potrà avere? Sono queste le domande a cui dare una risposta». —