Il museo sotterraneo dei rifugi ex Smi ora tocca il record di tre chilometri

Acquistata l’ultima parte delle strutture nate per ospitare operai e abitanti del paese durante i bombardamenti

Carlo Bardini

Campo Tizzoro. Sono 118 gli scalini per scendere nei rifugi antiaerei della ex Smi di Campo Tizzoro. Per raggiungere quei 3.000 metri di ricoveri sotterranei, scavati per ospitare migliaia di persone durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Da una ventina di giorni, l’Irsa (Istituto ricerche storiche ed archeologiche) e il suo direttore Gianluca Iori gridano al successo. Finalmente, dopo anni, è stato raggiunto l’obiettivo di acquisto anche l’ultima parte del percorso sotterraneo, con tanto di infermeria e cappella.


Insomma, adesso il “Museo e Rifugi Smi” è completato, e ci si appresta a rendere percorribile al più presto per i visitatori il nuovo tratto acquistato.

«L’acquisto della parte di rifugi mancante – spiega Iori – è avvenuta poco meno di un mese fa. È stata comprata all’asta dal Consorzio innovazione e impresa, il Cii. Si è avverato un mio sogno. In tutto, adesso, il percorso totale sotterraneo è di 3 chilometri. Un percorso attrezzato con tutto il necessario per ospitare le persone durante i bombardamenti. Davvero un cimelio storico: così strutturati sono i rifugi più lunghi d’Europa. Per la famiglia Orlando era importante salvaguardare la popolazione e la forza lavoro, che rappresentava un bene prezioso per l’azienda».

Una piccola parte dei rifugi sotterranei era già visitabile da tempo, dal 2012, quando Iori e il suo gruppo di lavoro cominciarono a gestire queste strutture della ex Smi rendendole un museo. Ma adesso che la proprietà è tutta dell’Irsa, si stanno per aprire nuovi scenari a livello turistico e di valorizzazione di un patrimonio storico unico nel suo genere.

«Intanto sto lavorando a una pubblicazione che parlerà di questa parte ipogea, basandomi sull’archivio della famiglia Fontanelli, e, se tutto va secondo i piani, dovrei poterlo presentare in estate. In seguito dobbiamo pensare anche ai lavori che necessita questa parte del percorso di recente acquisizione. Dovrò cercare fondi per rimetterla a posto. Naturalmente a livello strutturale non ci sono difficoltà ma, col tempo, hanno subito un abbandono totale e bisogna anche ripulire l’ambiente e svuotarlo dagli oggetti trovati dentro».

Dal 2012 il Museo Rifugi Smi di Campo Tizzoro ha avuto un numero di visitatori in costante aumento.

«Non possiamo lamentarci – afferma Gianluca Iori – del successo di questo museo legato alla “fabbrica”, come si diceva una volta. Abbiamo toccato punte anche di 8.000 visitatori all’anno. Questa realtà di Campo Tizzoro è davvero qualcosa di speciale, con un potenziale enorme. Purtroppo, in questo periodo di Covid-19, come tutti gli altri musei, siamo stati penalizzati, anche come budget a nostra disposizione per i lavori. Speriamo che in un tempo non troppo lontano si possa tornare alla normalità». —

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