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Trovato senza vita in casa fornaio di 38 anni

Quando domenica notte non si è presentato al lavoro i genitori sono andati a cercarlo. La procura ha disposto l’autopsia

MONTALE. Sarebbe dovuto rientrare al lavoro domenica notte, finito il periodo di quarantena per il Covid. Ma lo hanno atteso invano. E quando, attorno alle tre, preoccupati, sono andati a cercarlo a casa, a poche centinaia di metri di distanza da lì, hanno fatto la drammatica scoperta.

Alessio Torracchi, 38enne fornaio di Fognano, era riverso sul pavimento del corridoio. Inutile qualunque tentativo di soccorso: il decesso era avvenuto probabilmente nel primo pomeriggio di sabato.

Una tragedia ancora senza spiegazioni quella avvenuta nell’appartamento al numero 8 di via Battisti, nella piccola frazione collinare di Montale. Sarà l’esame medico legale disposto dalla procura a dover stabilire la causa della morte. Che, comunque, come hanno già accertato soccorritori e carabinieri, non è avvenuta in seguito a violenze da parte di terze persone. È molto probabile che si sia trattato di un malore e che la grande quantità di sangue dovuta a una epistassi sia stata causata dalla caduta sul pavimento o a una emorragia dovuta a un problema a livello cerebrale.

Fatto sta che la notizia della morte di Alessio Torracchi si è diffusa come un lampo di dolore nel piccolo paese di Fognano, dove tutti si conoscono.

Profondamente affranto il sindaco Ferdinando Betti, fin da bambino amico del padre Massimo. «Un dispiacere immenso – conferma nel fare le condoglianze alla famiglia anche da parte di tutta l’amministrazione comunale – accentuato da questa conoscenza personale. Una notizia tragica che ha sconvolto tutti».

Alessio Torracchi era un grande amante dello sport, in particolare del podismo: era un atleta del gruppo podistico della Croce d’Oro di Montale, con cui, negli ultimi anni aveva partecipato a numerose competizioni. Lavorava da diversi anni del Panificio Torracchi (solo una coincidenza il cognome uguale a quello dei titolari), che si trova nella stessa via Battisti. Ultimamente però era dovuto restare a casa in quanto risultato positivo al Covid e proprio domenica notte sarebbe dovuto rientrare al lavoro. Quando non lo hanno visto arrivare, preoccupati, dal panificio hanno provato a chiamarlo al cellulare, invano. E a quel punto hanno telefonato ai genitori, che, come lui, abitano in paese. Il padre e la madre, accompagnati da un collega del figlio, sono andati al suo appartamento. La porta d’ingresso era chiusa dall’interno, ma loro avevano una copia della chiave. E sono entrati, trovandosi di fronte alla tragedia.

Immediatamente hanno telefonato al 118, ma i soccorritori della Misericordia di Montale, accorsi sul posto, no hanno potuto fare niente. Come confermato dal medico del 118, il decesso risaliva ormai ad almeno una decina di ore prima.

Essendo impossibile capire la causa della morte, sono stati avvertiti anche i carabinieri, per escludere che si potesse trattare della conseguenza di un atto di violenza da parte di qualcuno. Informata la procura, il pm di turno, Giuseppe Grieco, ha disposto che la salma venisse trasportata all’obitorio di Pistoia in vista di un esame medico legale. —

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