Il Tar: le opere di Marino Marini devono restare a Pistoia

Respinto il ricorso presentato dalla Fondazione Marini contro l’atto del dicembre 2019 che ha legato a Pistoia e a Palazzo del Tau sculture e disegni del grande artista



Le opere di Marino Marini conservate al Palazzo del Tau sono indissolubilmente legate a Pistoia e non possono essere spostate. Lo aveva affermato la Sovrintendenza toscana per i beni culturali nel dicembre 2019, stabilendo un cosiddetto “vincolo pertinenziale”. Ora lo hanno ribadito i giudici del Tar toscano, con la loro sentenza del 10 febbraio resa pubblica ieri. Possibile, ovviamente, il ricorso al Consiglio di stato. Ma la giornata di ieri ha segnato una importante sconfitta della Fondazione Marino Marini di Pistoia, che contro quel vincolo aveva fatto ricorso pochi giorni dopo la sua apposizione.


Dal marzo 2019 la Fondazione aveva esplicitamente ipotizzato lo spostamento al museo Marini - San Pancrazio di Firenze delle opere “pistoiesi” del grande artista. E, coerentemente con questa grave scelta, che mirava a strappare alla città i lavori del suo maggiore artista, fu impugnato l’atto della Sovrintendenza, che quel progetto bloccava alla radice. Un atto che tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020, suscitò una grande protesta in città, con diverse manifestazioni al grido «Nessuno tocchi Marino». Protesta che non impedì alla Fondazione di licenziare il personale, compresa la direttrice Maria Teresa Tosi.

La battaglia davanti al Tar, invece, la Fondazione, che oggi è guidata da Carlo Carnacini, l’ha persa. In sostanza, tra gli argomenti contro l’apposizione del vincolo, i legali della Fondazione avevano inserito il fatto che la proprietà delle opere di Marini (della Fondazione stessa) non coincidessero con il proprietario di Palazzo del Tau (che è il Comune); poi che il vincolo rappresenterebbe una sorta di “esproprio” e di “municipalizzazione” delle opere; quindi che la sede stessa del Tau è considerata “inidonea” a conservare le opere del grande artista; infine sulla poca chiarezza circa la reale volontà della fondatrice dell’ente (la vedova di Marino Marini, Marina Pedrazzini) di tenere a Pistoia parte delle opere del marito.

Nella sentenza, i giudici del Tar smontano tutti gli argomenti. La proprietà delle opere è irrilevante per la loro tutela; il vincolo apposto non modifica in alcun modo i diritti di proprietà della Fondazione; la presunta inidoneità della sede non è un argomento per rendere illegittimo un vincolo che punta a valorizzare quelle opere; infine più che la volontà di Marina conta il legame – non contestato in alcun modo dalla Fondazione – tra il grande artista e la città di Pistoia. I giudici non rinunciano comunque ad osservare che le argomentazioni della Fondazione «risultano peraltro forzate in un contesto che, sia a livello di atti di fondazione che di corrispondenza con le amministrazioni interessate, evidenzia al contrario la forte volontà della fondatrice di sviluppare in parallelo le due iniziative (i musei a Pistoia e a Firenze, ndr), peraltro assicurando un ruolo di supervisione e controllo alla struttura pistoiese».

La Fondazione aveva anche impugnato la dichiarazione di interesse storico per l’archivio della Fondazione Marini in vigore dal 9 luglio scorso. Il Tar ha accolto questa parte del ricorso perché la Sovrintendenza archivistica e bibliografica della Toscana ha preso il provvedimento senza rispettare i termini previsti per la formulazione di osservazioni da parte della Fondazione stessa. —