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Montale in testa alla lista nera dei contagi, il sindaco annuncia restrizioni

Nel piccolo comune della piana il più alto numero di contagi ogni 100mila abitanti

MONTALE. Il comune di Montale è un osservato speciale. Il continuo diffondersi dei contagi adesso ne hanno fatto quello con l’indice più alto di tutta la provincia. Il tasso di incidenza è di 346, 3 contagi ogni 100mila abitanti. Se le indicazioni del ministero della Sanità suggerite giorni fa dovessero andare in porto ed essere accolte dal governo, questa parte di territorio rischierebbe di diventare “zona rossa” per alcune settimane. Tutto chiuso.
Ieri, nel comune della piana altre cinque persone sono risultate positive al Covid, con un totale che si attesta su 70 cittadini contagiati rispetto a una popolazione di poco superiore ai 10mila abitanti. Cinque di questi sono ricoverati in ospedale, con complicazioni da tenere sotto controllo. La vicina Quarrata ha 140 cittadini positivi al Covid-19 su 25mila abitanti.
 
«C’è da capire innanzi tutto se le persone in quarantena sono per lo più asintomatiche o con sintomi più o meno seri – spiega il dottor Francesco Cipriani, epidemiologo dell’Asl Toscana centro – il numero dei positivi non è piccolo rispetto alla popolazione, c’è un focolaio ovviamente, ma la lettura del fenomeno va fatta su più livelli. Non conta solo il rapporto dei contagiati rispetto alla popolazione, ma anche la rapidità di diffusione del virus. Consideriamo anche che adesso siamo davanti alle cosiddette varianti del coronavirus, che non possono essere analizzate e identificate subito».
 
Preoccupazione nelle parole del sindaco Ferdinando Betti, che comunque precisa di non aver avuto per ora nessuna indicazione operativa dalla Regione o da altri organi e di essere in continuo contatto con l’Asl. Il numero dei contagiati e la diffusione del virus, mette agitazione. «Senza dubbio, è una cosa serissima. Adesso con l’Asl monitoriamo la situazione per qualche giorno poi adotterò delle decisioni, come è nelle mie funzioni, con eventuali restrizioni, soprattutto negli spazi pubblici, giardini, parchi o fontanelli», dice il sindaco. Che prosegue: «Ho sentito in questi giorni per telefono le persone in quarantena, c’è chi è asintomatico e chi è con sintomi leggeri».
 
Quest’ultimo punto è fondamentale. «Per fare una “zona rossa” totale bisogna preventivare anche il costo dell’operazione, fra volontari, protezione civile, forze dell’ordine e altro – spiega ancora il dottor Cipriani – Un lockdown totale non è semplice. Una chiusura porta benefici? Da un punto di vista medico una chiusura porta assolutamente benefici, soprattutto se accompagnata da uno screening e da una vaccinazione di massa. In quel caso si sarebbe risolto il problema».
 
Insomma, Montale potrebbe diventare la “Codogno” del pistoiese. «Mi auguro di no. Intanto vediamo cosa accade in questi giorni e teniamo la situazione sotto monitoraggio continuo. Poi vedremo le decisioni da assumere», conclude il sindaco Ferdinando Betti. —
 
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