Giro di vite sui controlli contro il Covid. L’Asl: «Ma Pistoia non rischia la zona rossa»

Morello Marchese getta acqua sul fuoco: «Non c’è boom di contagi, l’aumento dovuto al maggior numero di tamponi»

PISTOIA. Non sarebbe colpa delle varianti, ma dei troppi tamponi eseguiti. Per l’Asl Toscana centro, «la percentuale complessiva dei casi positivi è al di sotto di altre provincie toscane». Eppure non è quello che emerge da due monitoraggi: quello dell’Ars Toscana, l’Agenzia regionale di sanità, che piazza la provincia di Pistoia tra le prime della nostra regione per numero di contagi, e pure dell’Istituto per le applicazioni del calcolo "Mauro Picone" del Consiglio nazionale delle ricerche. Che, addirittura, attribuisce a Pistoia la percentuale più alta d’Italia di casi positivi al Covid-19: l’80 per cento nelle ultime tre settimane. Ma secondo quanto sottolinea l’Asl, l’aumento dei contagi ha un’unica spiegazione: il maggior numero di tamponi eseguiti nell’ultimo periodo. E, soprattutto, nella settimana compresa tra l’11 e il 17 febbraio. E non sarebbe neppure colpa delle varianti. Perché - sottolinea l’azienda sanitaria - in tutta la provincia di Pistoia è stato rilevato, al momento, un solo caso accertato di variante inglese. «Il paziente è ricoverato in ospedale e non esistono evidenze di casi di infezioni legate a varianti», sottolinea il dottor Paolo Morello Marchese, direttore generale dell’Asl Toscana centro.

Ma l’allarme è tutto fuorché passato: il prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, ha chiesto alle forze dell’ordine, ieri, di intensificare i controlli. L’obiettivo? Scongiurare i rischi di assembramento e rendere il più efficace possibile le misure di contenimento e il proseguimento della campagna vaccinale. Secondo quanto sottolineato da Morello Marchese, nel territorio pistoiese (e più in generale dell’Asl Toscana centro) non ci sarebbe una preoccupazione particolare. «Non c’è un balzo esponenziale dei contagi - sottolinea - ma una crescita costante. I numeri elevati? Riguardano un incremento relativo in un quadro più ampio. Si tratta di dati molto simili, tra l’altro, a quelli presenti in altre aree geografiche dell’azienda sanitaria. Su tutto il territorio della nostra regione, infatti, si sta assistendo a un incremento del numero dei contagi a partire dalla fine di gennaio e a un leggero aumento del numero dei ricoveri nelle nostre tre province».

In provincia di Pistoia - in base ai dati forniti dall’Asl Toscana centro - si registra un’incidenza cumulativa, dall’inizio della pandemia nel febbraio 2020, di casi positivi pari al 4,33 per cento che la colloca al di sopra della media regionale, pari a 3,9 per cento, ma al di sotto delle province di Massa e Carrara (4,75 per cento), Prato (4,72 per cento) e Pisa (4,54 per cento). «La Provincia di Pistoia, dal 5 all’11 febbraio, ha registrato un incremento dei tassi di incidenza ogni 100mila abitanti che, nell’ultima settimana, ha visto un’attenuazione della crescita», aggiunge l’Asl, sottolineando anche come all’ospedale San Jacopo di Pistoia siano al momento 49 i pazienti ricoverati nell’area Covid19, 14 in terapia intensiva, mentre sono 31 i pazienti ricoverati nel reparto di cure intermedie. «Non si osservano, inoltre, eccessi nei tassi di mortalità per Covid-19 in nessuno dei comuni della provincia pistoiese rispetto al tasso medio dell’Asl Toscana centro», conclude l’azienda sanitaria.

In ogni caso, la prefettura di Pistoia invita al rispetto delle regole, ricordando che chi le violerà andrà incontro a una multa che varia dai 400 ai 1.000 euro con conseguenze penali per chi sia positivo al Covid e violi l’isolamento domiciliare. Sul fronte di titolari e gestori di ristoranti, bar e pub, chi non rispetti le norme va incontro, oltre che a una sanzione, pure alla chiusura dell’attività per un periodo compreso tra i 5 e i 30 giorni. --

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