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Pistoia ora è la maglia nera dei contagi in Toscana: l’epidemiologo spiega i motivi

Lo dice un documento dell’Agenzia regionale della sanità: la media dei casi sulla popolazione è la più alta della Toscana

PISTOIA. La maglia nera in Toscana per il numero di contagi da Covid-19 tocca a Pistoia: 198 nuovi casi positivi ogni 100mila abitanti, rispetto a una media regionale di 124 per 100mila. Lo dice un documento dell'Ars Toscana, l'Agenzia regionale di sanità, che ha analizzato l'andamento dei nuovi casi di coronavirus nelle ultime settimane. Quando un po' ovunque, sul territorio toscano, si è registrata una crescita lineare dei contagi con incrementi medi del 18 per cento da una settimana all'altra.

Tant'è vero che la nostra regione è tornata in zona arancione con un conseguente restringimento delle misure per contenere la diffusione del Covid. Ma, come spiega il dottor Francesco Cipriani, epidemiologo dell'Asl Toscana Centro, non significa necessariamente che Pistoia si sia comportata peggio rispetto alle altre province. «Due sono gli aspetti: le persone sono state molto più vicine e, con ogni probabilità, è stato analizzato un maggior numero di tamponi – precisa l'epidemiologo – Va detto, infatti, che questa è una tendenza tipica delle aree metropolitane. Dove ci sono molte persone che entrano in contatto tra loro, infatti, la trasmissione aerea dell'infezione è molto più semplice rispetto alle zone isolate. E poi i limiti imposti dalla zona gialla sono ridotti ai minimi termini: la gente continua a incontrarsi. Quando, infatti, si registra un aumento dei contagi vuol dire che nei dieci giorni precedenti le persone sono state troppo a stretto contatto. Per questo non smetterò mai di dirlo: è fondamentale essere prudenti, sempre. Non si può pensare di abbassare la guardia».



Una buona soluzione, ormai lo sappiamo, è dunque quella di rispettare la distanza interpersonale e di indossare i dispositivi di protezione individuale. E, secondo quanto spiegato dall'epidemiologo, se nei grandi centri è spesso più difficile individuare e dunque tracciare il virus, non è così nei posti più piccoli. Come, ad esempio, i paesi di montagna. E' il caso del comune di Abetone - Cutigliano che è stato inserito nel progetto "territori sicuri" con cui la Regione Toscana organizza screening di massa gratuiti per la popolazione locale. Qui, infatti, in soli sette giorni si erano verificati 24 nuovi contagi. Un aspetto da ricondurre, con ogni probabilità, al numero di turisti che si erano radunati nel comune montano, nonostante sia vietato sciare. «Il fatto di essere un territorio più isolato non significa che le persone che vivono lì siano immuni dal Covid, anzi – sottolinea il dottor Cipriani – Ma è senz'altro più semplice individuare chi abbia contratto il coronavirus: molto più complicato, invece, in città». Ma per l'epidemiologo il Covid-19 non deve essere sottovalutato. Soprattutto ora che si stanno cominciando a diffondere anche le varianti. «Dobbiamo capire che il virus è una bestia cattiva - conclude il dottor Cipriani - e che, purtroppo, lascia delle conseguenze anche dopo la guarigione. Per questo l'appello è alla prudenza e a non sottovalutare mai la sua aggressività».

Lo sa bene il territorio di Pistoia che, nell'ultimo anno, è stato colpito duramente dalla pandemia. Non solo cittadini, ma anche ospiti e operatori delle Rsa. Tanto per fare alcuni esempi: Villone Puccini di Pistoia, dove si sono registrate molte vittime, così come alla Rsa "Villa Guidotti" di Maresca. E non l'hanno scampata neppure gli studenti e gli insegnanti delle scuole della provincia con intere classi in quarantena e, nella peggiore delle ipotesi, la chiusura degli istituti scolastici per consentire le operazioni di sanificazione. In ogni settore, in sostanza, il coronavirus ha lasciato il suo marchio. E ancora, purtroppo, il pericolo non è scampato. —



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