Un giardino a Quarrata  per ricordare gli abbracci rubati dal Covid - Video

Il sindaco Mazzanti ha presentato l’iniziativa, che sarà realizzata in estate.
Molti i parenti delle vittime presenti. «Così tutti ricorderanno cosa è accaduto»

QUARRATA. Si chiamerà “Giardino dell'abbraccio” e ricorderà fin dal nome ciò che in questo ultimo anno la pandemia ha sottratto in maniera più dolorosa ai familiari delle persone decedute per l’epidemia.
A Quarrata l'amministrazione comunale ha deciso di dedicare uno spazio verde proprio alle vittime del Covid-19 e a chiunque abbia sofferto a causa dell'emergenza sanitaria tuttora in corso. E ha chiamato ad essere presenti i familiari di tutte le ventidue persone residenti a Quarrata e decedute dall’inizio della pandemia.
Un’iniziativa che in molti hanno apprezzato. «Questo nome è più che giusto: la mancanza dell'ultimo abbraccio a un proprio caro è una cosa pazzesca, fa restare prigionieri in un limbo», rivela Sara Pinferi, una dei parenti presenti all’appuntamento. La presentazione dell'iniziativa è stata presieduta dallo stesso sindaco, Marco Mazzanti.

Quarrata: nasce il "Giardino degli abbracci", memoriale per i morti di Covid

All'appuntamento, proprio di fronte al giardino, molti di loro si sono avvicinati e presentati al primo cittadino, raccontando brevemente la loro esperienza.

C'è chi ricorda momenti drammatici, chi afferma di essersi sentito abbandonato durante il periodo trascorso a casa e chi trattiene con fatica le lacrime. «Vorrei che ai parenti si consentisse di andare a trovare i propri cari ricoverati almeno ogni tanto, magari una volta alla settimana, perché servirebbe anche a chi resta: non vederli tornare ti devasta», prosegue Sara Pinferi, che a causa del coronavirus ha perso entrambi i genitori.
«È una cosa molto bella, realizzare un parco in memoria di chi ci ha lasciato», sottolinea Stefania Lunardi mentre stringe il nipotino. Lei ha perso un figlio di 40 anni. «Ora è importante restare a casa, non è il momento dell'aperitivo o della pizza con gli amici», aggiunge.

Stefania Lunardi

«Questa è una buona iniziativa, consentirà ai nostri figli e nipoti di ricordare ciò che è accaduto – afferma Antonino La Mendola – con la speranza che una cosa del genere non succeda più».
Il giardino voluto dall’amministrazione comunale sorgerà nei pressi del fontanello di Vignole, in via Palandra, tra l'istituto comprensivo Mario Nannini e il campo sportivo Caramelli. Sul terreno saranno piantati nuovi alberi, installati arredi e panchine per renderlo un posto accogliente e piacevole.

Antonino La Mendola

«Questa è un'area molto vissuta, posta tra una scuola e impianto sportivo», spiega il sindaco Mazzanti, che aggiunge: «Abbiamo riflettuto a lungo sul nome da attribuirgli e alla fine abbiamo pensato al fatto che da un anno a questa parte non possiamo più avvicinarci o stringerci la mano, per motivi di sicurezza. E soprattutto, abbiamo pensato a tutti coloro che non hanno potuto più abbracciare i propri cari, deceduti per il corona virus».
L'amministrazione è già al lavoro per la progettazione dell'area, che potrebbe essere inaugurata tra giugno e luglio. Sarà riqualificata nell'intento di farne una testimonianza ma anche un luogo di rinascita.

Sara Pinferi

«Tra venti o trent’ anni – precisa il sindaco Marco Mazzanti – questo prato ci ricorderà cosa è avvenuto: quando le persone passeranno da qui, probabilmente si chiederanno perché nel 2021 la città abbia sentito l'esigenza di dedicarla a un gesto semplice come l'abbraccio. E approfondendo quello che è successo in questi mesi, capiranno che durante la pandemia un gesto del genere non era invece così scontato. L'abbraccio al quale dedicheremo l'area è in primo luogo quello che la comunità di Quarrata vuole offrire idealmente a tutti coloro che sono deceduti ed è anche l'abbraccio che i parenti spesso non hanno potuto dare ai propri cari nel momento dell'addio».
Ma l'iniziativa vuole essere anche un segnale di speranza, per non dimenticare e per guardare a «un futuro, che ci auguriamo imminente, nel quale sarà possibile tornare ad abbracciarci, perché vorrà dire che avremo sconfitto il virus".