Rubano sulle auto, incastrati dalle telecamere

Un carabiniere esamina una registrazione video (foto d'archivio)

Dopo le indagini dei carabinieri di Montale scattano le misure cautelari: 30enne ai domiciliari e obbligo di dimora per il complice di 42 anni

Massimo Donati

MONTALE. La tecnica era sempre la stessa. Perlustrare la zona, avvicinarsi con circospezioneo e agire in modo fulmineo quando c’era la certezza di non essere visti, spaccando il vetro dell’auto e rubare la borsa adocchiata poco prima nell’abitacolo. Ma i due ladri non avevano fatto i conti con le telecamere di sorveglianza, che in due occasioni hanno registrato tutti i loro movimenti. Immagini grazie alle quali i carabinieri della stazione di Montale sono riusciti a incastrarli.


A finire agli arresti domiciliari su disposizione del gip del tribunale di Pistoia con l’accusa di aver messo a segno quattro furti, Angelo Caldares, 30 anni, residente nel campo nomadi di via Salvatorelli, a Pistoia, nella zona industriale. A Roby Casadio, 42 anni, residente a Montemurlo nel campo nomadi di via Vicinale – al quale vengono contestati tre dei quattro colpi – il giudice delle indagini preliminari ha applicato invece la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e quello di presentarsi alla polizia giudiziaria tutti i giorni.

Il primo furto, quello che dà il via alle indagini, viene commesso il 20 ottobre scorso a Montale, dove, in via Quattro Novembre, poco prima delle undici, qualcuno spacca il finestrino di un’Audi Q7 e ruba la borsa Louis Vuitton della proprietaria con dentro 300 euro, carte di credito e documenti vari. Ciò che non sanno i ladri è che la telecamera di sorveglianza dell’abitazione davanti alla quale l’auto è parcheggiata riprende tutta la scena. Prima una Volkswagen Polo grigia che va avanti e indietro lungo la strada, poi un uomo (identificato in seguito come il Caldares) che scende dal lato del passeggero, spacca il vetro con una spranga, ruba la borsa e risale a bordo dell’auto. La cui targa viene ripresa pochi secondi dopo da un’altra telecamera di sorveglianza.

I carabinieri di Montale acquisiscono le registrazioni video e dal numero di targa risalgono al proprietario: la madre di Angelo Caldares. Quest’ultimo, tre giorni dopo, fra l’altro, a bordo di quell’auto (la utilizza in pratica sempre lui), ha un incidente e spacca un faro anteriore. Un sopralluogo conferma, attraverso graffi vari e segni di usura sulla carrozzeria, che la Polo è proprio quella delle immagini.

Ma i carabinieri vanno oltre. Venuti a sapere che nella mattinata del 31 ottobre successivo sono stati commessi tre furti simili in occasione dei quali è stata vista aggirarsi nelle vicinanze una Polo grigia con un faro rotto e con alcuni numeri di targa che corrispondono a quella del Caldares, acquisiscono le denunce sporte dai proprietari: una donna derubata della borsa dalla sua Mini parcheggiata davanti al cimitero di San Pantaleo, a Pistoia; un’altra donna che ha subito lo stesso tipo di furto dalla sua Peugeot in sosta davanti al cimitero di Casalguidi; e un uomo a cui, sempre davanti al cimitero di Casalguidi, è stato rubato il borsello dal suo furgone.

Furgone dotato però di una telecamera frontale sempre attiva, che questa volta riprende non solo Angelo Calderas ma anche Roby Casadio. I confronti di polizia scientifica fra le immagini e le foto segnaletiche dei due (già con precedenti) fanno il resto. —

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