Ceppo: lievitano i costi, demolizioni più care

Il cantiere delle demolizioni all’interno dell’area dell’ex ospedale del Ceppo è fermo da quasi due anni. L’edificio sulla sinistra è il padiglione Cassa di risparmio

Ex ospedale: un milione e 400mila euro in più per abbattere le Nuove Degenze

PISTOIA. Costerà un milione e 400mila euro circa demolire il padiglione Nuove Degenze dell’ex ospedale del Ceppo. Si tratta del comparto di più recente costruzione, quello che si affaccia sul viale Matteotti. Il primo accordo di programma tra Asl e Comune (2015, giunta Bertinelli) prevedeva di salvarlo, destinandolo ad accogliere la Casa della salute, il Cup e altri uffici sanitari. Il secondo accordo (2019, giunta Tomasi) stabilisce invece che queste funzioni vengano ospitate nel padiglione Cassa di risparmio, opportunamente ristrutturato, mentre le Nuove Degenze debbano essere demolite per far posto a qualcos’altro: abitazioni, uffici, un grande parcheggio o qualunque cosa il Comune prevederà di realizzarvi.

Il costo della demolizione salta fuori dalla perizia suppletiva e di variante dell’appalto che l’Asl Toscana Centro aveva affidato nel 2017 all’associazione temporanea di imprese formata dalle aziende lucchesi Del Debbio e Baldassarri. La nuova perizia, che porta il costo totale dei lavori di demolizione a cinque milioni 250mila euro circa, è stata approvata nei giorni scorsi dall’Asl Toscana Centro. A questo punto è legittimo pensare che le ruspe potrebbero presto rimettersi in moto all’interno dell’area del vecchio ospedale.


D’altra parte nella grande area compresa tra viale Matteotti e piazza Giovanni XXIII sono quasi due anni che le demolizioni si sono fermate. Il cantiere era stato consegnato alle aziende edili lucchesi (originariamente erano tre, poi il Gruppo Sei di Camaiore è uscito) il 20 ottobre del 2017. Le prime a cadere furono la cosiddetta palazzina del Piloto e le cucine ospedaliere. Poi le demolizioni attaccarono il blocco operatorio. L’operazione era necessaria per creare il grande spazio vuoto al centro dell’area dell’ex Ceppo che avrebbe dovuto (e dovrebbe ancora) essere riempita da nuove abitazioni e uffici, immersi nel verde.

Ma nel frattempo a Palazzo di Giano era cambiata giunta e il centrodestra non aveva mai nascosto le sue perplessità sull’Accordo di programma del 2015, considerato economicamente insostenibile da parte del Comune. Così, ancor prima della formalizzazione della revisione di quell’accordo, nel febbraio 2019 i lavori di demolizione si bloccarono. Anche perché il nuovo piano prevedeva che il padiglione Cassa di risparmio, originariamente destinato al Comune (per accogliere i suoi uffici; ma un’idea che non ha avuto seguito fu anche quella di trasferirci tribunale e procura della repubblica) , rimanesse invece di proprietà Asl per accogliervi Cup, Centro trasfusionale, Casa della salute e – ai piani alti – un centro per le cure intermedie. Insomma, c’erano dei lavori da fare. E l’esplosione dell’emergenza Covid, nel febbraio 2020, ha imposto poi ritmi di lavoro serrati su questo fronte: il reparto cure intermedie, con 72 letti, e il nuovo centro trasfusionale, così sono già stati aperti.

Questi lavori aggiuntivi al padiglione Cassa di risparmio sono stati inseriti nel contratto originario con le aziende Del Debbio e Baldassarri, per un valore complessivo (comprensivi degli ultimi aggiornamenti) di circa 720mila euro. Ora nello stesso contratto entrano anche la demolizione – inizialmente non prevista – del reparto Nuove Degenze, del valore, come detto, di circa un milione 400mila euro. Rispetto al valore del contratto iniziale, i lavori aggiuntivi richiesti alle due aziende lucchesi sfiorano il 50 per cento in più, ma ne rimangono sotto di pochi decimali, consentendo così all’Asl di non dover ricorrere ad una nuova procedura di affidamento. Il quadro economico complessivo a carico dell’azienda sanitaria sale comunque a sei milioni di euro circa. —

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