Emporio sociale, boom di richieste di aiuto

L'Emporio del Pozzo di Salomone (foto archivio)

Quarrata, a causa della pandemia sono aumentate del 259 per cento le famiglie quarratine che si rivolgono al Pozzo di Giacobbe

QUARRATA. A Fine marzo del 2020 erano 39, all’inizio di quest’anno il numero le famiglie assistite dall’Emporio sociale dell’associazione Pozzo di Giacobbe è salito a 101. Un drammatico incremento della crisi economica scatenata anche a Quarrata dall’emergenza coronavirus.

«Con la pandemia – spiega il Pozzo di Giacobbe – è esplosa l’emergenza sociale anche a Quarrata. Lo dicono i dati raccolti dall’Emporio sociale della nostra città nell’ultimo anno, messi a confronto con i mesi precedenti la pandemia. Il nostro compito come associazione non è solo quello di offrire servizi alla persona, ma soprattutto essere “antenna” del territorio, in grado di intercettare i bisogni delle persone più fragili e fare squadra con la comunità per costruire soluzioni adeguate. Oggi vogliamo segnalare alla città la situazione di emergenza sociale che anche il nostro territorio sta vivendo, e vogliamo farlo condividendo un po’ di numeri significativi».


In pochi mesi, da 39 a 101 le famiglie assistite. E in 29 casi si tratta di persone che mai avevano dovuto ricorrere a un sostegno per i generi di prima necessità. Per la maggior parte sono di nazionalità italiana e, per tutte, la necessità di fare ricorso agli aiuti alimentari è arrivata a causa della perdita del lavoro da parte di uno o più componenti del nucleo familiare.

«Stiamo parlando di un aumento del 259 per cento del numero di famiglie accolte rispetto ai mesi precedenti la pandemia – spiega l’associazione di volontariato – La situazione appare ancora più allarmante se dalla fotografia dei dati a marzo e dicembre 2020 si analizzano i flussi di accesso di medio periodo. Da agosto 2019 a marzo 2020 sono stati attivati aiuti per 68 famiglie, mentre da aprile a dicembre 2020 è avvenuto l’accesso agli aiuti dell’Emporio per 162 nuclei familiari (+238 per cento). Di questi, molti sono composti da persone sole (23 per cento), altri da soli coniugi over 65 (20 per cento) o da più di cinque persone (19 per cento). La larga maggioranza di queste famiglie è di nazionalità italiana (62 per cento), o appartenente alla comunità marocchina (15 per cento) e albanese (11 per cento)».

Di fronte a questi dati il Pozzo di Giacobbe esprimere forte preoccupazione per lo sblocco dei licenziamenti previsto appena sarà dichiarata la fine dell’emergenza sanitaria: «Inevitabilmente causerà un ulteriore aggravamento delle condizioni di fragilità in cui già versa il tessuto familiare della comunità. Si stima , che nel 2021 sarà superata quota 200 famiglie». —

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