Svelato il progetto della nuova scuola "Cino da Pistoia"

Il rendering della nuova scuola Cino da Pistoia

Pistoia, demolizione del prefabbricato entro un mese, poi i lavori per 4,2 milioni di euro

PISTOIA. Da quasi sette anni (era il giugno 2014), la scuola secondaria di primo grado “Cino da Pistoia” è chiusa. Ma, presto, non resterà nulla del vecchio prefabbricato: sarà infatti bonificato (nelle sue pareti erano presenti fibre in amianto) e poi demolito. E, sulle sue ceneri, sorgerà la nuova scuola. Che – promettono il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, e l’assessora all’Istruzione, Alessandra Frosini – sarà «una delle più innovative d’Italia».
«Quando la dirigente scolastica di allora ci chiamò, la nostra amministrazione si era insediata da poco – sottolinea Frosini – Ci spiegò il disagio, ma non promettemmo di rifare la scuola, ma di fare di tutto per riuscirci. Ora il progetto è realtà, soprattutto grazie alle professionalità del nostro Comune che hanno redatto il progetto, anche in collaborazione con l’Università di Firenze. Il finanziamento, poi, non è da poco: oltre 4 milioni di euro ottenuti grazie ai mutui Bei».

IL PROGETTO

La nuova scuola di via Rossi sorgerà su una superficie totale di 20mila metri quadri, mentre l’edificio, in totale, misurerà 2.166 metri quadri (di cui 1.375 metri quadri calpestabili e 722 di superficie coperta) per un’altezza di 12,5 metri. “La scuola sarà formata da un unico corpo di fabbrica, dislocato su tre livelli e formato da tre blocchi – spiega l’ingegnera Serena Gatti con l’architetto Domenico Quattrone e i geometri Francesco Mugnaioni, Fabrizio Strufaldi e Manfredi Mariani – Nei primi due blocchi saranno realizzate le aule, 18 in tutto, e i laboratori, mentre il terzo, quello centrale, ospiterà la scala di collegamento dei piani, i servizi igienici, i locali tecnici e il vano ascensore”.


DEMOLIZIONE E LAVORI
Entro la metà di febbraio (il progetto è stato approvato dalla giunta Tomasi nell’ottobre di quest’anno), il prefabbricato che ospitava l’ex scuola media di via Rossi sarà raso al suolo, grazie a un finanziamento del Comune di 130mila euro. Nei prossimi giorni, i lavori saranno affidati alla ditta che si occuperà della demolizione ed entro l’estate, invece, saranno affidati gli altri lavori, quelli per la ricostruzione dell’edificio. «Il cronoprogramma prevede almeno 16 mesi di lavori – spiega l’ingegnera Gatti – Ma l’aspetto positivo è che la struttura a blocchi consente un avanzamento graduale del cantiere: si partirà dalle aule per arrivare all’area esterna".

NUOVA SCUOLA, COME SARÀ
I criteri a cui i progettisti si sono ispirati sono sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale, efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili. “Fin dall’inizio, l’idea è stata quella di un edificio capace di garantire l’approvvigionamento delle fonti energetiche rinnovabili – conclude Gatti – E, in quest’ottica, è prevista una schermatura solare delle pareti esterne per le aule con esposizione a sud est e sud ovest e pure un sistema di riscaldamento a pannelli radianti. Nell’atrio, poi, sorgerà una serra bioclimatica per captare i raggi sola".