PISTOIA. Un giro milionario di fatture false per evadere l’Iva. Il sistema, scoperto dalla guardia di finanza di Firenze, secondo l’accusa girava attorno a una società con sede nel capoluogo toscano, attiva nel settore del trasporto di merci su gomma. Quattro le persone indagate, fra cui un uomo residente a Pistoia – di cui gli inquirenti non hanno reso note le generalità – la cui abitazione è stata perquisita ieri mattina.
Dalle indagini, svolte con il coordinamento del pm Gianni Tei, risulta che, grazie ad un sistema di società cooperative create ad hoc, l’azienda avrebbe evaso Iva per un totale di 14 milioni di euro grazie a un complesso meccanismo alimentato dall’emissione di fatture false per 75 milioni di euro. Ieri, su disposizione del gip di Firenze Agnese Di Girolamo, è scattato il sequestro preventivo per equivalente di conti correnti e beni degli indagati in varie parti d’Italia. Anche a Capannori, in provincia di Lucca, dove è stato sequestrato un piazzale in uso a una delle due cooperative riconducibili alla ditta di Firenze, una srl.
I 14 milioni di euro di Iva sono stati evasi tra il 1015 e il 2019. Gli accertamenti sulla società sono scattati durante il lockdown dello scorso marzo. Le fiamme gialle si sono accorte che la ditta, pur aumentando il volume di affari – come è accaduto a molte aziende di trasporti il cui ruolo è diventato fondamentale in tempi di chiusura totale – non registrava un maggior debito Iva verso lo Stato. Lavoravano di più, ma formalmente non dovevano pagare più tasse. Così hanno capito che qualcosa non andava.
Dalle indagini i finanzieri hanno scoperto che, nell’ultimo quinquennio, la società di capitali ha subappaltato a due società cooperative, create per poi essere gestite da prestanome, i trasporti commissionati. Le cooperative offrivano alla società le prestazioni di trasporto senza margini di guadagno e, oltre a non saldare i debiti nei confronti dell’Erario, hanno emesso fatture false per 75 milioni di euro, azzerando così il reddito imponibile e il debito Iva della srl.
In base a tali elementi, su richiesta della procura, il giudice per le indagini preliminari ha emesso il decreto di sequestro per un importo di 14 milioni di euro, pari a tutta l’Iva evasa. Le operazioni di sequestro sono state condotte nelle provincie di Firenze, Lucca, Pistoia, Brescia, Piacenza, Trento, Pavia e Agrigento, grazie anche alla collaborazione dei reparti delle fiamme gialle territorialmente competenti. Nella casa di uno degli indagati è stato sequestrato anche del denaro contante: 10.000 euro conservati in un’unica mazzetta.
I sigilli sono scattati anche per 23 conti correnti e 33 rapporti finanziari, per un valore di sei milioni e mezzo di euro. Sequestrati anche cinque immobili, oltre a quote societarie e 39 tra autoarticolati e veicoli per un ulteriore valore di circa un milione e mezzo.
I committenti degli appalti per i servizi di trasporti – numerose aziende con sede sia in Italia che all’estero – sono risultati del tutto estranei al presunto sistema fraudolento messo in piedi dalla società fiorentina per evadere l’Iva. Nell’ambito dell’inchiesta, come detto, risultano indagate in tutto quattro persone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
