Protesta al liceo: «Garantite la sicurezza a tutti i ragazzi»

Un'immagine del rpesidio davanti alla sede del Petrocchi (Foto Gori)

Presidio di alcuni studenti del Petrocchi di Pistoia contro la carenza di spazi e doppi turni.
La preside Pastacaldi: «Meravigliata dall’iniziativa, manifestino in Provincia»


PISTOIA. «Chiediamo un rientro stabile e in sicurezza per tutti i ragazzi della scuola». Mercoledì pomeriggio, 13 gennaio, erano una decina gli studenti del liceo artistico Policarpo Petrocchi che si sono dati appuntamento per un presidio davanti all’ingresso della sede centrale dell’istituto, in piazzetta San Pietro. I destinatari degli appelli sono due: il governo per un ritorno alla didattica in presenza; e il loro liceo per un miglioramento delle condizioni di sicurezza.

Con il ritorno a una semi normalità legato all’ingresso in zona gialla della Toscana, che ha determinato la ripartenza delle lezioni in presenza, anche gli studenti del Petrocchi sono tornati sui banchi di scuola lunedì 11 gennaio. Un rientro arrivato dopo mesi di didattica a distanza. «Siamo contenti di essere tornati a scuola – dice Lavinia Ferrari, rappresentante d’istituto del liceo artistico Petrocchi – però chiediamo che per tutti ci siano condizioni di sicurezza».

Una sicurezza che, a quanto dicono i ragazzi, non sarebbe garantita in alcuni casi. «Se un’aula può ospitare dieci persone distanziate, non possono starcene 25 come a cose normali. Così come il fatto che nella succursale di viale Adua prima avevamo a disposizione quattro bagni, due per le femmine e due per i maschi, mentre adesso ne possiamo utilizzare solo uno».

E poi, i ragazzi sollevano la questione degli orari. Nelle tre succursali (viale Adua, ex Banca d’Italia e Quarrata) gli studenti frequentano le lezioni con il classico orario, mentre nelle sede centrale, per mancanza di spazi sufficienti, sono stati organizzati i doppi turni. Il primo turno frequenta le lezioni la mattina, mentre il secondo turno nel pomeriggio fino alle 16, a mesi alterni. Cioè, chi il primo mese ha avuto lezione al mattino, il mese successivo la avrà il pomeriggio, e viceversa. Le lezioni sono state ridotte a 45 minuti ciascuna. Per gli studenti della sede centrale, inoltre, la campanella suona anche il sabato, mentre a cose normali il sabato non frequentavano le lezioni.Il rientro a scuola, dunque, riporta l’attenzione sui cronici problemi di spazi che attanagliano il liceo (la cui gestione è in capo all’ente Provincia), alla continua ricerca di spazi che diano la possibilità a tutti i suoi studenti di frequentare lezioni e laboratori in aule adeguate.

La preside del liceo Petrocchi, Elisabetta Pastacaldi, fa sapere di non essere nemmeno stata informata dai ragazzi del presidio. «Non ne sapevo niente – dice al telefono, piuttosto stupita – Purtroppo, però, i ragazzi dovrebbero andare a manifestare in piazza San Leone (sede della Provincia, nda), per vedere se trovano sedi alternative. In una situazione di emergenza come questa, non ci sono altre opzioni per riportare i ragazzi in aula. Abbiamo garantito il rientro al 50 per cento, come richiesto dal ministero. I doppi turni, comunque, sono soltanto nella sede centrale. Nelle tre succursali vengono svolte con il consueto orario. In questo modo, garantiamo ai ragazzi di poter essere a scuola tutti i giorni, e non una settimana sì e una no. Francamente, sono un po’ meravigliata di questa protesta».

Nel periodo di didattica a distanza la scuola è rimasta sempre aperta per permettere agli studenti disabili di frequentare le lezioni. Allo stesso modo, tutti gli studenti hanno potuto continuare a frequentare i laboratori in presenza, nel rispetto del distanziamento interpersonale». –

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