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Impianti sciistici, ad Abetone e Cutigliano fa paura il nuovo rinvio

Federfuni: «Abbiamo soddisfatto tutte le richieste». La Società funivie: perdite per quattro milioni, ristori di 40mila euro

ABETONE. Prima il 7 gennaio. Poi il 18 gennaio. Adesso, causa Covid, l'apertura degli impianti di risalita, fermi a causa dell’emergenza Covid, slitta ulteriormente. Si parla del 25 gennaio se non addirittura del primo febbraio. Una situazione drammatica, tanto che il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha inviato una lettera ai ministri Boccia,Speranza e Gualtieri sottolineando come a questo punto sia «assolutamente necessaria un'incisiva azione del Governo» per «garantire immediati e adeguati ristori economici» al settore, che ha limiti temporali dovuti alla stagionalità e rappresenta una «importantissima filiera economica» per Alpi e Appennini.

La Società Abetone funivie (Saf), ad esempio, stima una perdita d'incassi di quattro milioni di euro, tra la fine anticipata della stagione 2019-20 e il mancato inizio di quella attuale. «Al momento è prematuro dare per certo un rinvio dell'apertura impianti – spiega il presidente della Saf Rolando Galli – perché non c'è niente di ufficiale, anche se devo ammettere che, viste le notizie che circolano in questi giorni, si tratta di un'ipotesi ampiamente prevedibile. Un posticipo significherebbe un azzeramento pressoché totale per gli incassi di questa stagione. E già adesso, anche se aprissimo lunedì prossimo, la perdita economica sarebbe enorme. Per la nostra società si parla di 1,5 milioni di euro lo scorso marzo e aprile e di 2,5 milioni dall'apertura fino al 6 gennaio. A fronte di appena 40mila euro di risarcimenti che sono arrivati».


«Siamo coscienti – prosegue Galli – dell'emergenza sanitaria, però dall'altra parte bisogna considerare che il nostro sette rappresenta il traino dell'economia della montagna alta e tiriamo dietro una filiera di attività enorme».
In questi giorni in visita all'Abetone sono saliti anche il senatore Massimo Mallegni e la deputata Erica Mazzetti di Forza Italia per rendersi conto della sofferenza che stanno vivendo il mondo dello sci e il suo indotto. «Il 18 gennaio – spiegano in una nota – gli impianti sciistici devono riaprire, senza se e senza ma, non è più possibile sacrificare questo settore. Siamo andati all’Abetone e la situazione che abbiamo trovato è stata veramente tragica, i ristori non arrivano e le prospettive di apertura ancora confuse per uno sport individuale, che potrebbe tranquillamente essere svolto in sicurezza e che rappresenta una vera e propria attività produttiva, che solo all’Abetone occupa mille persone. Il Governo, che ora latita, deve immediatamente adoperarsi affinché la riapertura degli impianti sciistici sia garantita» .

In Val di Luce sono arrivati solo 13mila euro di indennizzi. «Il rinvio dell'apertura degli impianti – spiega Andrea Formento, presidente nazionale di Federfuni Italia – è un timore fondato. Noi ci stiamo muovendo in tutte le sedi perché il 18 sia la data di apertura. Tra l'altro non si capisce perché ci debba essere un ulteriore posticipo. Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto. Si sente dire del 25 gennaio, ma anche del primo febbraio. La prima data sarebbe già difficile per diverse aziende, la seconda sarebbe drammatica per tutti». —

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