Pistoia, all’asta la palazzina abusiva di tre piani

L’edificio abusivo e mai completato di via Gora e Barbatole: domani sarà messo all’asta per un valore di 54mila euro

Nata nel 2000 e mai completata, chi la compra dovrà anche abbatterla

PISTOIA. Andrà all’asta domani la palazzina abusiva di via Gora e Barbatole, uno scheletro di calcestruzzo alto tre piani, che avrebbe dovuto ospitare otto appartamenti, ma che dal 2001 ha visto scorrere solo l’inchiostro sulle carte bollate invece del cemento. Bastano 54mila euro per diventare proprietari dell’edificio e del terreno circostante, compreso tra via Gora e Barbatole da una parte e via Monte Cimone dall’altra, che – dopo tanti anni di abbandono – è oggi un appezzamento invaso solo dalle erbacce.

Il prezzo potrebbe sembrare eccessivamente basso, ma va tenuto conto del fatto che sulla palazzina pende un ordine di demolizione, mai eseguito, dell’aprile 2016. E la perizia allegata all’asta stima in 55mila euro e rotti i costi di demolizione e di bonifica del terreno. Insomma, dopo aver fatto un’offerta per acquistare l’edificio, bisognerebbe spendere una cifra simile per abbatterlo.


Ma come si è giunti a questa situazione? La vicenda, estremamente tormentata, inizia nel settembre 2000, quando i proprietari del terreno, la Cecchini Costruzioni srl, chiedono e ottengono il via libera dal Comune di Pistoia per realizzare in quel terreno, dove c’era una villetta che era stata demolita, una palazzina di tre piani per otto appartamenti. Ma già l’anno dopo il Comune si rimangia la concessione, annullandola, per problemi di rispetto delle distanze dagli altri edifici della zona e altre magagne.

La Cecchini cercò di adeguarsi, demolendo alcune parti dell’edificio e richiedendo una sanatoria (2005) poi non concessa. Ma nel marzo 2010 il Comune rilascia un nuovo permesso a costruire, per adeguare definitivamente l’immobile. Ma anche questo permesso finirà cancellato, stavolta ad opera del Tar, al quale si era rivolto un vicino (sentenza del luglio 2015). La palazzina, a questo punto, è da considerarsi completamente abusiva. Infatti un anno dopo il Comune ordina la demolizione dell’edificio e il ripristino dello stato originario dei luoghi. Ordinanza non eseguita dai proprietari. E così il piccolo “ecomostro di via Gora” (come lo chiama qualcuno) è ancora lì. Pignorato ai proprietari e ora messo all’asta, nella speranza che qualcuno lo compri e finalmente lo abbatta. Da anni nessuno ci lavora, il cantiere è in completo abbandono, le erbacce sono padrone incontrastate del terreno. Il piano interrato – come rileva la perizia dell’asta – è parzialmente invaso dall’acqua. Insomma, una situazione di  degrado, tanto più grave perché sorta nel mezzo di una zona densamente abitata come quella di via Gora. —


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