Superbonus edilizio: in provincia di Pistoia il fatturato prodotto ammonterà a oltre un miliardo

Un cantiere edile (Foto d'archivio)

Antognoli (Aura Mediazione Creditizia): «Le nostre stime dicono che ci potranno essere 400 assunzioni, indotto compreso»

PISTOIA. Il superbonus edilizio introdotto dal governo potrebbe avere un impatto in termini di fatturato di oltre un miliardo di euro in provincia di Pistoia. Un’opportunità enorme per molte delle aziende del settore delle costruzioni del territorio, che porterebbe a circa 400 assunzioni nel prossimo anno e mezzo. Le previsioni di associazioni di categoria ed esperti del settore delineano prospettive di crescita importanti per un comparto che conta oltre 5mila aziende in provincia e che da dieci anni sconta una crisi profonda. Ma non mancano le criticità, legate principalmente alle incombenze burocratiche e soprattutto ai tempi di realizzazione. Il bonus del 110% sugli interventi edili realizzati da famiglie e aziende rappresenta un incentivo che molti non esitano a definire storico.

«Le stime che abbiamo condotto – spiega Gianfranco Antognoli, esperto creditizio e fondatore di Aura Mediazione Creditizia – mostrano che al minimo il superbonus varrà circa un miliardo di euro in provincia e porterà a circa 400 assunzioni tra imprese dirette e indotto. Tuttavia, se ben sfruttato l’incentivo potrebbe avere un impatto ancora maggiore. Ovviamente le aziende più strutturale (all’incirca duemila nel Pistoiese, nda) avranno le opportunità maggiori, anche perché a partire dal prossimo giugno è prevedibile che le linee creditizie da padre del sistema bancario si restringeranno perché terminerà la moratoria sui pagamenti».

Il grosso degli interventi sarà finanziato attraverso la cessione del credito alle banche, permettendo in questo modo ai committenti – famiglie e aziende che intendano intraprendere interventi sugli immobili – di non sborsare niente o quasi. Il decreto che istituisce il superbonus prevede che si possa ottenere la detrazione Irpef e Ires del 110 per cento sui lavori edili, a patto che venga realizzato uno dei tre interventi cosiddetti “trainanti” e che questo garantisca il salto di almeno due classi energetiche: sostituzione dell’impianto di condizionamento invernale in condomini, ristrutturazione profonda per isolare e coibentare le superfici e sostituzione dell’impianto termico nelle singole unità immobiliari. L’accesso al bonus richiede diversi passaggi e prevede la presentazione di un’ampia documentazione. Un iter che preoccupa le associazioni di categoria, assieme ad tempi stretti. Il termine fissato dal governo è quello del 30 giugno 2022, con una proroga al 31 dicembre per la conclusione dei lavori nel caso in cui alla scadenza di giugno sia stato ultimato almeno il 60 per cento degli interventi.

«Burocrazia e termini temporali rischiano di ridurre l’accesso a molti – argomenta Roberto Pellegrini, referente settore Costruzioni e Impianti della Cna Toscana Centro – avremmo preferito che la misura rimanesse in vigore almeno fino al 2023 per permettere a tutti i potenziali beneficiari di ottenere la detrazione. Ad oggi le richieste che ci sono arrivate sono molte, ma sia per la documentazione da presentare che per la possibilità di trovare aziende in grado di svolgere i lavori alcune di esse non rientreranno nel bonus».

Criticità condivise anche dall’Associazione dei costruttori edili di Confindustria. «Le sollecitazioni che giungono dal mercato - dicono all’Ance Toscana Nord - sono molte e interessanti, ma il percorso per ottenere un bonus fiscale non è certamente semplice. Ci prestiamo ad assistere i nostri possibili committenti, anche attraverso il “tavolo 110 per cento” costituito da nostre imprese, ma in questo momento è essenziale ricevere una solerte risposta da parte degli uffici pubblici preposti a esprimere pareri, dare informazioni o rilasciare permessi per poter attivare i cantieri».