Contenuto riservato agli abbonati

«Si può mangiare a scuola il pasto portato da casa»

Tre comitati di genitori scrivono alle scuole elementari e al Comune di Pistoia:  «Perché nessuna informazione sulla sentenza del Consiglio di Stato?»

PISTOIA. Via libera al consumo del pasto portato da casa. La sentenza del Consiglio di Stato del 2 dicembre 2020 stabilisce che – nelle scuole elementari a tempo pieno – i bambini che si portano il pranzo da casa devono poterlo consumare nei locali della mensa, insieme ai loro compagni di scuola che mangiano invece il menù fornito dal servizio di refezione scolastica. Tutto questo «senza divisioni e discriminazioni – si legge nella sentenza – sotto il controllo dei docenti, e senza oneri di vigilanza per le famiglie».

«Perché allora le scuole non hanno inviato alcuna comunicazione alle famiglie, al fine di assicurare la libera espressione e il rispetto delle scelte personali?». A porsi la domanda sono i comitati Abc Alleanza Beni Comuni, La Scuola è dei Bambini e Obiettivo periferia, che hanno inviato in questi giorni una lettera ai dirigenti delle scuole primarie della provincia, agli Uffici scolastici provinciale e regionale e al sindaco di Pistoia, chiedendo che un’ opportuna comunicazione sia velocemente inviata ai genitori degli alunni.


Nello specifico – sottolineano i tre comitati – la sentenza mette nero su bianco tre aspetti. Il primo: la vigilanza sui bambini che mangiano il pasto portato da casa deve comunque essere svolto dal personale docente. Il secondo: le scuole devono adottare soluzioni organizzative affinché tutti i bambini possano mangiare insieme, a prescindere dal tipo di pasto scelto (da casa o fornito dal servizio di refezione). Il terzo: accettare il pasto fornito dalla scuola è facoltativo, la sua imposizione è dunque illegittima.

«Per di più – aggiunge Alessandro Solucci, referente del comitato la Scuola è dei Bambini, raggiunto telefonicamente – in questi periodi dove molte famiglie si trovano ad affrontare problemi economici determinati dall’emergenza Covid, la possibilità di fornire ai propri figli il pasto da casa li aiuterebbe a risparmiare. Invece, nonostante la chiarissima sentenza del Consiglio di Stato, non ci risulta che notizie in merito siano state diffuse dagli istituti scolastici del nostro territorio e dalle amministrazioni locali che gestiscono i servizi mensa delle scuole comunali».

Inoltre, un passaggio della sentenza affronta anche la questione dell'emergenza sanitaria Covid, legata ai pasti serviti ai bambini. «In ipotesi – hanno scritto i giudici amministrativi – (la preparazione del pasto a casa, nda) potrebbe in questa contingenza risultare addirittura un vantaggio, dato che il pasto da casa passa evidentemente per le mani dei soli genitori».

La possibilità di fornire ai bambini il pranzo da casa è un tema che, anche in passato, ha sollevato polemiche. Ma finora qual è la situazione nelle scuole pistoiesi? «Il pasto da casa – prosegue Solucci – di fatto, non è autorizzato. Questo pronunciamento del Consiglio di stato, invece, spazza via ogni dubbio e rende legittimo quello che noi chiediamo da tempo, ovvero la possibilità che le famiglie possano decidere cosa far mangiare ai propri figli, e che i bambini abbiano comunque la possibilità di trascorre il tempo della mensa stando tutti insieme». —