Famiglia di sei persone accolta dall’Arci

Senza lavoro e senza un tetto, ha potuto contare sull’aiuto dell’associazione e dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai



. Il Circolo Arci Madiba, all’interno del progetto “Nessuno in strada – Circoli rifugio”, ha accolto una famiglia di sei persone.


«Il progetto nella nostra città è già avviato – dice Silvia Bini, presidente di Arci Pistoia – al momento abbiamo accolto sei persone, è una famiglia. Erano rimasti incastrati in una situazione difficile. Perdita del lavoro, poi l’opportunità di un nuovo impiego. Ma si è ribloccato tutto e la famiglia è rimasta a piedi».

L’Arci insieme all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha presentato ufficialmente nei giorni scorsi il progetto “Nessuno in strada – Circoli rifugio”. Dodici regioni italiane, tredici città, sedici circoli, quattro/sei persone coinvolte per ogni territorio. Circoli rifugio realizzati da Arci e finanziati con i fondi dell’otto per mille dell’Istituto Buddista Italiano, circa 400mila euro.

«L’idea nostra – continua Bini – è fornire un passaggio, un sostegno leggero. L’obiettivo fondamentale e primario è dare, in questo momento di difficoltà, un appoggio, un po’ di respiro per arrivare il prima possibile all’autonomia».

Il programma dura dodici mesi, mira a costruire sul territorio due modalità di accoglienza: da parte di una famiglia socia del circolo e l’utilizzo di un appartamento o spazio gestito dal circolo. «Il nostro intento è quello di riutilizzare lo spazio, il Circolo rifugio – continua Bini – anche per altre situazioni. L’appartamento a disposizione della famiglia è composto da due bagni, tre camere: due piccole, una più grande e una cucina tinello. Il numero di richieste e necessità aumentano giorno per giorno. La lista che abbiamo è veramente lunga, tanto che ci sono situazioni che stiamo tenendo sott’occhio. Madiba ha uno sportello a cui accedono non solo migranti, ma anche persone del luogo anche perché facciamo tutta una serie di servizi gratuiti».

Anna Conti, vicepresidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, aggiunge: «Il tema dei diritti umani ci è particolarmente caro e l’azione di accogliere persone rimaste prive di una dimora, indifferentemente uomini o donne, italiani o stranieri, accompagnandoli in un percorso che possa costituire una nuova partenza e ridare loro una possibilità di vita dignitosa, è profondamente coerente con i valori e gli obiettivi del buddismo della Soka Gakkai».

«La nostra vocazione mutualistica ci ha portato a pianificare il lavoro nei mesi più duri della pandemia – conclude Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci – I nostri circoli fanno già iniziative di sostegno, tuttavia abbiamo voluto realizzare una rete nazionale di aiuto in modo da rispondere a quelle esigenze che non trovano riscontro nelle istituzioni». –