Guarito, ma bloccato in casa per una mail che non arriva

Pistoia, il racconto di Massimo Sogni: «Ho scritto sei volte alla Asl Toscana Centro per il certificato, ma nessuno mi risponde»

PISTOIA.Ha scoperto di essere positivo al coronavirus il 29 ottobre scorso. Un positivo paucisintomatico, come dice il linguaggio medico che tutti hanno imparato a usare in questi mesi di pandemia. Pochi giorni a casa, e per Massimo Sogni, 49 anni, dipendente di una cooperativa che si occupa di formazione, la personale storia di incontro ravvicinato con il Covid avrebbe potuto dirsi anche chiusa, almeno 20 giorni fa.

E invece? Invece Massimo è chiuso in casa da 26 giorni (quello di mercoledì 25 novembre sarà il 27esimo, salvo sorprese) e non riesce ad uscire. Gli manca il certificato che attesta la fine del periodo di isolamento. Quello che – secondo le promesse dell’Asl Toscana Centro – dal 19 novembre arriva direttamente per e-mail a chi ne fa richiesta. «E invece io ho scritto già sei volte e non ho ancora avuto nessuna risposta» commenta sconsolato Massimo Sogni.


«I primi sintomi – spiega Sogni – li ho avuti il 29 ottobre. Roba leggera, ma sapevo di aver avuto un contatto con una persona positiva, e allora ho deciso di sottopormi al test. Ma il mio era un caso leggero, tanto che il mio medico mi ha fatto un certiticato di malattia fino al 2 novembre». In effetti i sintomi spariscono già durante i primi giorni di isolamento. Massimo, ligio alle indicazioni anti-Covid aspetta comunque che passi almeno la settimana prescritta senza problemi. Qualche altro giorno in casa, e scade anche il termine delle tre settimane dalla comparsa delle prime avvisaglie.

Proprio in quei giorni l’Asl Toscana Centro annuncia l’attivazione del nuovo servizio: l’attestazione di fine isolamento arriva per e-mail. Lo possono attivare, tra l’altro, i «soggetti ancora positivi dopo 21 giorni di isolamento, privi di sintomi da almeno una settimana e non immunodepressi». Massimo fa due conti: i sintomi sono comparsi il 29 ottobre, per cui le tre settimane dall’inizio dell’isolamento sono trascorse; non presenta nessun sintomo da molto più di una settimana e non è immunodepresso. «Dal 19 ho iniziato a scrivere – spiega – all’indirizzo indicato, ma non ho mai avuto risposta. Solo stamani (ieri per chi legge, ndr) mi hanno risposto che sono stato “preso in carico”. Ma per il momento nulla di più. Eppure so di persone che l’attestazione l’hanno ricevuta esattamente allo scadere del ventunesimo giorno dai sintomi. Non capisco perché questo diverso comportamento».

Non solo. Massimo aggiunge una riflessione. «Nella sostanza, sono io che certifico la mia condizione medica. Al più mi possono chiamare al telefono, ma rimango comunque io ad affermare circostanze sulla mia condizione. Ma se è così, perché non procedere con una semplice autocertificazione, saltando il passaggio burocratico della mail all’Asl?». —