Massacrata a coltellate in casa 24 anni fa: la procura di Pistoia riapre il caso Romana Bonacchi

Romana Bonacchi, la vittima, e i carabinieri sul luogo del delitto nel febbraio del 1996 (Foto Lorenzo Gori)

Nuova pista e nuovi interrogatori per l’omicidio della 55enne possidente uccisa il 9 febbraio 1996 alla Ferruccia  

QUARRATA. Ventiquattro anni di mistero. Indagini, interrogatori, attese, inchieste archiviate e di nuovo aperte. E poi chiuse ancora una volta. Definitivamente. O almeno così pareva. Perché, dopo tanto tempo, la procura di Pistoia ha deciso di riaprire il caso di Romana Bonacchi, la 55enne possidente uccisa nella sua villetta della Ferruccia nel pomeriggio del 9 febbraio 1996.


Il suo corpo, trafitto da 27 coltellate fu trovato la mattina seguente, riverso in una pozza di sangue. Da allora molte le ipotesi sul movente e sulla mano omicida, altrettante le piste seguite dagli inquirenti e le speranze deluse. Le indagini erano andate avanti a più riprese per ben otto anni, poi gli inquirenti si erano fermati, come in attesa di un qualche elemento nuovo in arrivo da un momento all’altro. Ma, esaurite tutte le proroghe concesse dal codice di procedura penale, l’inchiesta era stata archiviata. Sempre con l’ipotesi che potesse essere riaperta in qualsiasi momento nel caso fosse saltato fuori un indizio nuovo. Un’eventualità in cui però nessuno credeva davvero. Fino ad ora.



Non si sa se l’elemento nuovo sia davvero saltato fuori, o se siano state le prove di un tempo ad essere esaminate alla luce dei progressi della scienza e delle innovazioni tecnologiche che nel 1996 non erano neppure immaginabili. Fatto sta che a 24 anni dalla scoperta dell’omicidio, quel giallo sembra essere non più destinato a restare irrisolto.

Non si sa se le persone che per delitto vennero a suo tempo iscritte nel registro degli indagati siano sempre le stesse (alla fine erano rimaste in tre) o se i sospetti degli investigatori (sono sempre stati i carabinieri del Nucleo investigativo ad indagare sul caso ) proprio grazie agli esami condotti sulle prove con le nuove tecnologie (esame del Dna compreso) si siano concentrati su qualcun altro. Nei giorni scorsi, comunque, i militari dell’Arma sono tornati alla Ferruccia ad interrogare coloro che all’epoca dell’omicidio conoscevano la vittima, e anche parenti ed amici. Forse in cerca di conferme ai loro sospetti.

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Romana Bonacchi, 55 anni, nubile, fu massacrata con un coltellaccio da cucina nella sua villetta di via Ceccarelli, alla Ferruccia di Quarrata. Era un venerdì pomeriggio. Il suo corpo fu trovato la mattina seguente dai vigili del fuoco che avevano sfondato la porta d’ingresso: la donna, sempre puntuale, non si era presentata all’appuntamento con la sua parrucchiera, e da 24 ore non rispondeva al telefono.

Il movente dell’omicidio? Certamente non la rapina. Benché dalla casa fossero spariti alcuni oggetti preziosi, i gioielli più costosi non erano stati toccati: forse un furto inscenato per sviare le indagini. Questioni d’interesse? La certezza non c’è mai stata, ma dai cassetti della vittima si pensava potessero essere spariti importanti documenti. Gelosia? Gli inquirenti hanno seguito anche questa pista. Senza esito.

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