A settembre e ottobre 29 decessi in più a Pistoia: mortalità in crescita anche oltre il Covid

I due mesi del 2020 hanno fatto registrare una mortalità nettamente più alta degli anni precedenti. I possibili motivi

PISTOIA.Tra settembre e ottobre, a Pistoia, l’ufficio di stato civile del Comune ha registrato 200 decessi, ben 28,7 sopra la media dello stesso periodo negli ultimi tre anni, dal 2017 al 2019, che non va oltre i 172,3.

Anche nei due mesi prima della forte ripresa della mortalità da Covid, insomma, a Pistoia si è registrato un numero aggiuntivo di morti, che non si possono certo spiegare con gli effetti diretti della pandemia. I bollettini di Asl Toscana Centro e Regione, infatti, indicano per il comune di Pistoia, in quei due mesi, casi di persone decedute per colpa del Covid che si possono contare sulle dita di una sola mano.


Facendo due conti sulla base delle cifre fornite dall’Ufficio di stato civile del Comune, si vede subito che nei due mesi del 2020 ci sono stati circa 23 morti la settimana, con un tasso giornaliero di 3,28. Negli anni precedenti, nello stesso periodo, non si arrivava a 20 morti alla settimana e il tasso giornaliero di mortalità non andava oltre i 2,82 decessi.

Insomma, risulta evidente che a Pistoia, come del resto in tante altre parti della Toscana e d’Italia, questo 2020 sta esigendo un alto prezzo in termini di vite alle diverse comunità, prezzo che non si limita al terribile conteggio di chi scompare con un referto di “morte per Covid”. Un prezzo che si sintetizza in un numero: 16,6 per cento, ovvero la misura del numero di morti in più fatto registrare a settembre e ottobre rispetto agli anni precedenti.

Perché questa differenza? Come detto, i morti direttamente da Covid ne possono spiegare soltanto una minima parte. E parlare di anomalia statistica, di semplice fluttuazione, appare tutto sommato semplicistico, oltre che falsamente confortante.

Più probabilmente, è successo che – come emerso anche in altre parti d’Italia e non solo – molti pistoiesi affetti da malattie gravi, abbiano preferito tenersi alla larga dagli ospedali per paura di contrarre a loro volta il virus. E così facendo, abbiano finito con l’accelerare il decorso infausto delle loro patologie.

Un’altra possibile spiegazione è che in realtà questo numero aggiuntivo di decessi registrato oggettivamente dall’Ufficio di stato civile, veda responsabile la pandemia anche al di là del numero di casi ufficialmente riscontrati e certificati grazie ad un esame con il tampone. Del resto non sono pochi i casi di persone che muoiono senza che si riesca in tempo a praticare loro l’esame per rivelare la presenza o meno del virus. In questo secondo caso, la conseguenza sarebbe che in realtà i decessi da coronavirus sono inrealtà sottostimati rispetto alla realtà.

Al di là dei numeri, che non si discutono, sulle ipotesi sarà interessante effettuare verifiche una volta che la pandemia sarà definitivamente superata. —


 

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