I titolari di palestre: «La sfida è resistere, alla fine dello stop non tutti ripartiranno»

Federico Porcaro (il primo da sinistra) con il suo team

Gli imprenditori del settore sottolineano di aver rispettato le regole e ricordano come non siano stati segnalati contagi

PISTOIA. «Alla fine di questa ulteriore chiusura saremo in pochi a ripartire. L’affitto e il pagamento delle bollette non si bloccano, neppure al tempo del coronavirus. E senza entrate la situazione si fa critica per la nostra categoria con alle spalle i lunghi mesi del lockdown. La vera sfida adesso è resistere». I titolari delle palestre della provincia di Pistoia non credono che il “mese sabbatico” imposto dal nuovo Dpcm firmato domenica scorsa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrà davvero la durata di un mese. E se anche così fosse, secondo loro, il clima generale è di così grande sfiducia che bisognerà aspettare almeno gennaio prima di vedere le sale attrezzi di nuovo (relativamente) piene di gente, impegnata ad allenarsi tra pesi ed esercizi per scolpire il corpo.

«Stiamo vivendo molto male questi momenti – commenta Andreas Mammoli, titolare della palestra “PalaFermi” di Pistoia – Potevamo aspettarci una chiusura, magari più avanti nel tempo e se i contagi avessero continuato ad aumentare. Ma così fa doppiamente male. I clienti, dopo la riapertura post lockdown, erano molto diminuiti. Impauriti, preoccupati dalla situazione. Noi, d’altra parte, avevamo applicato i protocolli alla lettera e gli sportivi ci erano venuti incontro, autoregolandosi. Al termine di questo nuovo stop qualcuno ripartirà. Ma non tutti, sia chiaro».

Federico Porcaro, titolare della palestra “Zona 18” di Pistoia, non è rimasto sorpreso più di tanto dalla decisione del capo del Governo di chiudere le palestre. Anche perché – sottolinea il titolare – lavorare nel clima di sfiducia che si era venuto a creare era sempre più difficile. Nonostante l’impegno dei titolari dei centri sportivi per dare tranquillità ai clienti.

«Ci auguriamo che il Governo faccia tutto il possibile per garantire la sostenibilità di tutte le categorie colpite dal Dpcm – aggiunge – E speriamo che la durata del provvedimento sia realmente di un mese e che non vada troppo avanti nel tempo. Intanto blocchiamo tutto, aspettando direttive. Ci stiamo organizzando con qualche attività online per continuare a stare al fianco dei nostri clienti».

Leonardo Iozzelli, uno dei titolari della palestra “Active fitness e sport” di Montecatini, spiega che, al pari dei suoi colleghi, ha accettato con amarezza la decisione di Conte. E, per far fronte alla situazione, il centro fa come può: con corsi online e all’aria aperta, al via a breve. Ma, dall’altra, Iozzelli tiene a specificare che le palestre sono luoghi sicuri.

«Siamo in contatto continuo con le associazioni di categoria – conclude – e nessuno ci ha riferito di contagi o focolai nei centri sportivi. La palestra è un luogo in cui il focus è la salute. Non si va in palestra per farsi i muscoli, come comunemente si crede, ma per stare bene. È un momento di svago in cui ci dedichiamo al nostro benessere. In palestra non si producono contagi. Perché siamo rigorosi nel rispettare le regole».

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