Distretti pistoiesi azzoppati dall’epidemia. Anche per i vivaisti export in forte calo

Il distretto del mobile di Quarrata ha perso quasi il 26% delle proprie vendite all'estero

I dati del Monitor di Intesa Sanpaolo sul primo semestre 2020. Male il mobile di Quarrata, malissimo il calzaturiero

PISTOIA. L’istantanea a toni scurissimi l’aveva già scattata «all’inizio del mese l’ufficio studi di Confindustria Toscana Nord. Ora il periodico “Monitor dei Distretti” di Intesa Sanpaolo conferma la situazione particolarmente difficile dell’export pistoiese, in questi primi sei mesi dell’anno dominati dall’emergenza coronavirus a livello globale, tra chiusure obbligate, calo generalizzato della domanda e crescente pessimismo sui mercati. Ovviamente in situazioni molto simili si trovano anche le altre province toscane, e alcune realtà mostrano performance anche peggiori di quella di Pistoia. Mal comune...

Il Monitor di Intesa Sanpaolo concentra in particolare la sua attenzione sui distretti, quei settori economici radicati in territori più o meno limitati e con aziende altamente interconnesse tra loro. Il Monitor ne prende in esame una ventina, di cui tre pistoiesi: il mobile imbottito di Quarrata, il florovivaistico di Pistoia e le calzature di Lamporecchio. Complessivamente, la Toscana dei distretti ha esportato nei primi sei mesi dell’anno merci e servizi per 7 miliardi e 11 milioni, con un calo del 30,9% sui primi sei mesi del 2019.


A Pistoia il consorzio delle calzature di Lamporecchio è andato ancora peggio, perdendo il 59,1% (35,8 milioni di merci vendute). Un vero e proprio crollo, tanto più preroccupante in quanto gli altri distretti calzaturieri (Santa Croce, Lucca, Arezzo) fanno tutti meglio. Perdite in linea con la media per il mobile imbottito di Quarrata, con un -25,9% e un valore assoluto di 29,4 milioni.

Il settore pistoiese più importante si conferma quello florovivaistico, che da gennaio a giugno ha venduto 150,8 milioni di merci, calando del 17,1%. Soprattutto grazie ad un secondo trimestre 2020 decisamente meno pesante del primo (si passa da una perdita del 20,4 ad una del 12,2). Va però rilevato che il settore in cui è inserito il florovivaismo, cioè quello agroalimentare, ha fatto in Toscana decisamente meglio, limitando le perdite ad appena uno 0,5% sul primo semestre 2020. Il Monitor osserva che ha pesato «il momento in cui sono state realizzate le misure di contenimento (leggi lockdown, ndr) che hanno impattato sulle festività pasquali e sui mesi primaverili, tipicamente caratterizzati dalla stagionalità maggiore per il distretto».

Infine, anche se non è indicato come pistoiese, vale la pena anche riferirsi all’andamento del “sistema moda” pratese, del quale sono parte anche diverse aziende della piana pistoiese. E anche qui le notizie sono poco buone, visto che il grande distretto pratese ha chiuso il semestre con un -26,7%. —


 

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