Vicofaro, la procura apre un fascicolo sull’operazione tamponi e trasferimenti

Si dovrà fare chiarezza sul comportamento dei migranti – e non solo – per verificare se sono stati commessi dei reati

PISTOIA. Si tratta di un cosiddetto fascicolo conoscitivo. Senza ipotesi di reato né, tanto meno, indagati. Fatto sta che la procura della Repubblica di Pistoia ha aperto formalmente un’inchiesta su ciò che è avvenuto e sta avvenendo a Vicofaro. In particolare nella giornata di giovedì, quando, fino a tarda notte, personale sanitario e forze dell’ordine sono state impegnate nell’esecuzione dei tamponi Covid ai migranti ospiti di don Massimo Biancalani e nel loro trasferimento – via via che arrivavano i risultati delle analisi – nei due alberghi sanitari individuati a Montecatini per accoglierli.

Ciò che gli inquirenti vogliono chiarire è se si possano ravvisare ipotesi di reati sia nel comportamento tenuto in determinate occasioni (tra l’altro di forte tensione) dai migranti; sia in quello tenuto da altre persone che eventualmente potrebbero aver ostacolato il regolare svolgimento dell’operazione, dilatandone i tempi.


Nel frattempo, nella parrocchia di Vicofaro, ancora presidiata giorno e notte dalle forze dell’ordine, restano attualmente 22 migranti: coloro che, come spiegato in una nota dalla prefettura, si sono rifiutati di andarsene dopo essere stati sottoposti al tampone (ed essere risultati negativi), ma che, come a sua volta ha sottolineato il sindaco Alessandro Tomasi, da lì dovranno essere trasferiti.

Dopo una settimana di incertezze e una giornata – quella di giovedì – di tensioni e trattative, sono stati 91 i migranti che sono stati trasferiti per trascorrere il periodo di isolamento fiduciario in due alberghi sanitari di Montecatini, l’hotel “President” e il “Terme Pellegrini”. Tra di loro, 15 coloro che sono risultati positivi (111 complessivamente le persone sottoposte a tampone, tra cui lo stesso don Biancalani).

Probabilmente, il fatto che qualcosa potrebbe non aver funzionato come previsto nel corso dell’operazione trasferimento è emerso venerdì nel corso della riunione in videoconferenza del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Gerlando Iorio, alla quale hanno partecipato, oltre i vertici delle forze dell’ordine, i sindaci di Pistoia e Montecatini, il vicario generale della Diocesi di Pistoia, il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro e il direttore della Società della Salute di Pistoia.

Da lì la decisione della procura della Repubblica aprire un fascicolo e chiedere chiarimenti sull’accaduto. 

 

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