Controlli più stretti sui luoghi della movida ma per ora niente “zone rosse” in provincia

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza, in prefettura, ha fatto il punto della situazione dopo la pubblicazione del nuovo Dpcm

PISTOIA. Niente “zone rosse” anti-movida, almeno per il momento. Ma le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, finanza) insieme ai vigili urbani, intensificheranno i controlli nei cosiddetti “spazi della movida” pistoiese, per controllare sia il rispetto degli orari da parte di bar e locali, sia le misure base di distanziamento, quindi l’assenza di assembramenti e l’utilizzo delle mascherine.

Questo il succo dell’incontro di ieri in prefettura, con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha fatto il ponto sulla situazione dell’epidemia e sulla possibile applicazione delle nuove norme contenute nell’ultimo Dpcm del governo, quello del 18 ottobre scorso.


All’incontro hanno preso parte il prefetto Gerlando Iorio, i vertici locali delle Forze dell’ordine, i sindaci di Pistoia, Agliana, Monsummano, Montecatini, Pescia e Quarrata, il rappresentante della Provincia di Pistoia, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, il direttore sanitario dell’Asl Toscana Centro e il presidente del Copit.

«È stata sottolineata – si legge nel comunicato ufficiale emesso nel pomeriggio – la necessità di rafforzare i controlli di prossimità da parte delle forze di polizia, con l’ausilio delle polizie municipali, nei principali punti di ritrovo, vie e piazze con particolare afflusso di persone nelle ore serali, nei locali pubblici e nei luoghi della “movida”».

I locali, in particolare, saranno ancora di più sotto osservazione: non a caso il comunicato ricorda che il nuovo quadro normativo «ora prevede, anche per il mancato uso dei dispositivi di protezione individuali, sanzioni pecuniarie da 400 a 1.000 euro nonché la chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni».

Se poi i dati dell’epidemia peggiorassero, potrà essere presa in esame la chiusura di vie e piazze in caso di potenziali assembramenti: si tratta delle famose “zone rosse”, che comunque – si è stabilito – saranno disposte dal Comitato ordine e sicurezza pubblica «con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati». Quindi l’allarme espresso ieri dal sindaco Alessandro Tomasi ad evitare «scaricabarili» sui Comuni.

L’intensificazione dei controlli – precisa la nota della prefettura – avverrà «nei cosiddetti spazi della movida» ma anche in altri luoghi a rischio assembramenti, come le stazioni ferroviarie e le fermate dei mezzi di trasporto.

Al di là dei provvedimenti messi in campo, poi, il prefetto Iorio si appella «al senso di responsabilità delle famiglie, oltre che degli esercenti, che dovranno prestare particolare attenzione all’afflusso degli avventori nei locali al fine di evitare assembramenti in prossimità degli esercizi commerciali negli orari di apertura consentiti». —




 

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