A Spazzavento riparte la protesta dopo i due morti: «Strada pericolosa, ci vuole la rotatoria»

Da anni i residenti di via Montebuono chiedono un intervento che obblighi a rallentare sulla variante

PISTOIA. Giulio Credi è uno dei residenti di via Montebuono. La sua casa, come quella di altri residenti, si trova a pochi metri dall'incrocio che immette nella variante e a pochi metri dal luogo del terribile incidente di domenica sera 18 ottobre, nel quale hanno perso la vita il sacerdote don Piero Vannelli e l’imprenditore di Serravalle Fernando Ammannati.

È la moglie che per prima ha sentito lo schianto. «Ci siamo trovati davanti ad una scena allucinante – racconta Credi – questa strada, questo incrocio sono pericolosissimi. Per noi uscire ed immettersi nella variante è un pericolo, con le auto che sfrecciano veloci. Quello scontro poteva benissimo coinvolgere uno di noi».


Sono anni che i residenti di via Montebuono si lamentano con la Regione, la Provincia ed il Comune (ma la competenza della strada, chiariamolo, è della Provincia) che quella variante, soprattutto quel tratto che taglia in due la loro strada, è pericolosissimo.

«Qualche mese fa hanno messo quei cordoli gialli per dividere la carreggiata – ricorda Credi – Bella idea! Chi guida si sente sicuro che l'altra macchina non invaderà la corsia e corre. L'incidente, però, dimostra il contrario».

Fabrizio Scoccati, altro residente, racconta di una strada divisa in due dalla variante e di una comunità che si trova isolata con un unica stradina per raggiungere la città. Una strada senza alcuna illuminazione, attraversata da un passaggio a livello. «Oppure si prende la variante, si arriva a Masotti e si torna indietro. Il giro delle sette chiese! Sono anni che ci sentiamo isolati».

La soluzione per limitare la velocità su quel tratto di strada e allo stesso tempo permettere ai residenti di non sentirsi isolati ci sarebbe: una rotatoria. Questa, almeno, è la loro proposta.

«Sono anni che chiediamo una rotatoria al posto dell'incrocio – dice Scoccati – qui ho 300 firme che vogliono la rotatoria. Abbiamo parlato con la Regione, la Provincia e il Comune di Pistoia. Abbiamo fatto riunioni con Marmo (Luca Marmo, presidente della Provincia, nda), con la Topazi (Beatrice Topazi, tecnico della Provincia, nda) e con il consigliere provinciale Nicola Tesi. Anche con Bartolomei (Alessio Bartolomei, assessore comunale ai lavori pubblici, nda)abbiamo parlato. Nemmeno sapeva del problema».

In realtà, a quanto riferiscono i residenti, la rotonda non è più soltanto un’ idea, ma un progetto della Regione. «Sappiamo che c'è un progetto, quindi non è solo un idea nostra, e che c'è un finanziamento al 70%. Perché tutto è fermo? Chi ha l'onere di costruire la rotonda? Possibile che non si possa farne una provvisoria? Con la rotonda e due autovelox si ridurrebbe la pericolosità del tratto. Oppure vogliamo aspettare altri morti?» concludono i residenti di via Montebuono, decisi a continuare la loro battaglia. —


 

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