Morto per salvare l'amica della figlia, la moglie: «Una gita speciale si è trasformata in tragedia»

Pistoia, il dolore della vedova del muratore di 57 anni annegato  a Viareggio nel tentativo di salvare l’amica adolescente di una delle sue figlie

PISTOIA. «Lo voglio ricordare come un uomo coraggioso». Trattiene a malapena il pianto Makkia Chafroud, la moglie del muratore di Maresca che nel tardo pomeriggio di giovedì è morto annegato a Viareggio mentre cercava di salvare l’amica della figlia in balìa del mare agitato. E certamente non sbaglia a pensare questo di suo marito. Perché il 57enne di origine tunisina, da trent’anni in Italia, non ci ha pensato un istante a buttarsi in acqua. Oltre che coraggioso, Tahar Zaidi era anche d’animo generoso, ed il suo istinto è stato quello di pensare prima a quella ragazzina in difficoltà che a se stesso.

Giorni tragici per la famiglia Zaidi, poiché erano passati pochi giorni da quando Tahar erano tornato dalla Tunisia dove era morto un suo fratello. Tahar, la moglie Makkia e i tre figli (due femmine e di 22 e 16 anni e un maschio di 18) abitavano da un anno a Maresca. Ma per i coniugi, ormai, l’Italia era diventata la loro patria, visto che l’uomo era arrivato una trentina d’anni fa nel nostro Paese, e la mogli da circa 24.

«Mio marito – racconta Makkia – di mestiere faceva il muratore. Era un uomo forte, davvero in gamba, molto legato alla famiglia».

La gita al mare dello scorso giovedì doveva rappresentare qualcosa di speciale per la famiglia. Una doppia gioia. Sia perché, finalmente, passavano una giornata assieme in modo spensierato – mancava solo il figlio maschio – ma anche perché avrebbero festeggiato l’acquisto da poco fatto dell’auto nuova.

«Avevamo deciso di andare al mare – conferma la moglie – per passare una giornata assieme. E per provare la macchina comprata da poco volevamo fare una girata. Così abbiamo pensato di andare a Viareggio».

Una giornata estiva che doveva essere ricordata come un momento felice ma che è finita in tragedia. «Mio marito sapeva nuotare – spiega Makkia – ma era tanto che non lo faceva, e poi a 57 anni non si è più come quando siamo giovani. Ma lui è sempre stato molto generoso e ha fatto un gesto di vero altruismo».

A salvare la ragazzina in difficoltà è stato il bagnino dello stabilimento balneare L’Altro Mare Tre, Stefano Pedonese. Nel suo mestiere uno dei più esperti, ma le forti correnti e le acque agitate hanno dato del filo da torcere anche a lui. Ma nonostante il mare grosso, il 57enne muratore di Maresca, accortosi di cosa stava succedendo, non ci ha pensato due volte e, maglietta e bermuda, si è tuffato per soccorrere l’amica della figlia. Venendo però trascinato via dalla corrente.

«Mio marito era il nostro punto di riferimento – ricorda Makkia – ed ora sono rimasta da sola con tre figli. Continuerò a stare a Maresca e cercheremo di farcela nonostante questa grave perdita. Cercheremo di guardare avanti».

Il funerale di Tahar Zaidi sarà celebrato nella sua terra natia. La salma non è ancora stata messa a disposizione della famiglia ma «mi hanno detto – spiega Makkia – che sarà portata direttamente a Roma, al consolato. Non faremo il funerale in Italia ma nella sua terra perché riposi accanto alla sua famiglia».

Per dare l’ultimo saluto a Tahar Zaidi, si dovranno aspettare ancora alcuni giorni, necessari per il disbrigo delle pratiche burocratiche.