Scuole in agitazione «A settembre 41 esuberi e la sicurezza non c’è»

PISTOIA

Scuole alle prese con la Fase 2: è allarme per la sicurezza e per gli organici. A lanciarlo i sindacati del settore, per una volta tutti uniti, dalla Cgil alla Cisl, alla Uil, allo Snals e alla Gilda. I temi sono stati al centro di una partecipatissima (370 presenti) assemblea in videoconferenza s voltasi nei giorni scorsi per la provincia di Pistoia. A fare sintesi, ieri, i rappresentanti dei sei sindacati, di nuovo in videoconferenza.


Iniziando dal tema degli organici, la notizia emersa ieri dall’Ufficio scolastico regionale è che per la ripresa settembrina si prevede una riduzione degli organici di 41 posti, ancora da chiarire nella loro suddivisione tra i vari ordini. «E questo avviene – ha sottolineato il segretario Snasl Domenico Dimilta – mentre a livello governativo si annuncia la fantomatica assunzione di 80.000 nuovi docenti. Questo scollamento tra promesse e realtà ci preoccupa».

L’altro tema, come detto, è quello della sicurezza. «Si parla di riapertura delle scuole il 18 e, a seguire, di esami di maturità solo orale – ha roilevato Lucia Bagnoli (Cgil) – ma a distanza di pochissimi giorni da questi appuntamenti, non abbiamo ancora linee guida chiare che ci dicono cosa fare, quali norme di sicurezza osservare per la ripartenza del 18 e per l’esame di maturità. Abbiamo l’accordo tra governo e sindacati del 24 aprile, ma quello prevede termini generali e basta».

Che poi, a ben guuardare, i temi degli organici e quelli della sicurezza sono strettamente collegati, come ha osservato Catia Fagioli della Cisl. «Servirebbe un provvedimento del ministero sul numero minimo di alunni per motivi di sicurezza, e quindi una rimodulazione degli organici, sia dei docenti che del personale amministrativo tecnico e ausiliario. Solo così si potrebbe garantire un avvio dell’anno scolastico in sicurezza».

Invece le premesse non sono buone, e non solo sul fronte degli organici. Paolo Ferrara (Uil) ha ricordato i problemi strutturali di tanti edifici scolastici. «Io insegno all’Einaudi – ha spiegato Ferrara – e lì abbiamo un grosso problema al secondo piano, che però si sta risolvendo, a quanto pare. Ma sono tanti altri, mi risulta, le scuole con problemi». E poi di nuovo il tema della sicurezza: «Per settembre – dice – dobbiamo avere un piano di rientro preciso, non può mica essere gli Ata a farsi carico di tutto: loro non sono mica dei medi ci». —

F.c.