«Garanzie assenti non riapriremo le nostre librerie»

Il no dei titolari di Fahreneit Cino e Spazio di via dell’Ospizio «Mancano le sicurezze sanitarie  e le sicurezze economiche Consegne a domicilio gratuite»

PISTOIA

La Libreria Cino, la libreria Fahrenheit e la libreria Lo Spazio di via dell’Ospizio non riapriranno i battenti. Ad annunciarlo sono i titolari dei tre negozi pistoiesi, Nicola Biagioni, Luca Bonistalli e Mauro Pompei che «nonostante il decreto che lo rende possibile dal 14 aprile – spiegano in un comunicato stampa – non trovano adeguato ripartire in un’apparente normalità nella quale, però, di normale c’è veramente poco».


Le tre librerie indipendenti cittadine sono state peraltro tra le oltre 300 che hanno sottoscritto la petizione firmata dai librai italiani (indipendenti o meno)in cui si spiegavano le motivazioni per le quali non viene ritenuto opportuno riaprire tale tipo di attività commerciali (www.minimaetmoralia.it/wp/librai-non-simboli/).

«Mancano le sicurezze sanitarie (di quali e quanti presidi si dovrebbe munire il locale. Quali le opere di santificazione?) e mancano le sicurezze economiche – spiegano i tre commercianti pistoiesi – È stato considerato cosa significhi in merito alla possibilità di concordare sulla base dell’articolo 1623 del codice civile una congrua riduzione dei canoni di affitto delle attività, l’intervento di una disposizione che dà facoltà di riaprire ma a fronte di una prevedibile e consistente riduzione delle vendite?».

Inoltre, spiegano, in queste settimane di quarantena, grazie all’inossidabile passione per i libri, alla solidarietà e all’impegno, sono state attivate consegne a domicilio e spedizioni gratuite con l’alleanza di case editrici e distributori (#Libridaasporto, iniziativa di Nw e Libri con le Ali, di Ali distributore).

«Tali servizi non cesseranno, ma anzi saranno potenziati, utilizzando la libreria sì, ma solo come punto di ritiro per gli ordini e previo appuntamento. Questo consentirà le massime condizioni di sicurezza per il cliente e per il libraio, limitando il tempo di permanenza in luoghi chiusi e il contatto tra le persone. “Siamo librai, non simboli” è lo slogan della petizione: seppur felici di una grande attenzione mediatica dobbiamo ricordare che l’emergenza del nostro settore non è solo in caso di pandemia». —