Turista cinese con la febbre, sospetto di coronavirus: chiuso per un'ora l'Autogrill di Serravalle

L'autogrill di Serravalle Pistoiese svuotato dopo l'allarme

L'Asl ha avviato le procedure di sicurezza per verificare l'eventualità di un caso di contagio. La donna, originaria di Wuhan, che si è sentita male è stata ricoverata a Pistoia. La comitiva proveniva da Firenze e ha poi raggiunto Lucca

Aggiornamento di martedì 28 gennaio: sono negativi i risultati delle analisi sulla turista cinese che si è sentita male nella stazione di servizio di Serravalle Pistoiese. Non si tratta di un caso di Coronavirus.

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SERRAVALLE. Una donna di mezz’età che sviene nell’area di servizio di Serravalle Pistoiese sull’A11. Indossa la mascherina sulla bocca e fa parte di una comitiva di orientali, dove tutti indossano la mascherina, dai bambini di pochi anni a quelli di età più matura. Bastano queste poche informazioni arrivate al 113 che, associate al bombardamento di notizie che da giorni arriva da Wuhan con i morti e gli infettati dal coronavirus, perché nella serata di lunedì 27 scatti il protocollo sanitario di emergenza.

SCATTA L'ALLARME

Le prime pattuglie della Stradale che arrivano sul posto, dopo aver appurato la veridicità delle informazioni comunicate via telefono, chiudono gli ingressi di entrambe le aree di servizio dell’Autogrill, sia in direzione mare che Firenze. Fiaccole accese segnalano agli automobilisti che le aree di servizio sono off limits. Arrivano pattuglie di colleghi e una squadra di sanitari da Firenze con un’ambulanza del 118. I cinesi sono tutti sul pullman e tutti continuano ad indossare rigorosamente la mascherina. La donna, 53 anni, originaria della provincia dell’Hubei, il cui capoluogo è proprio Wuhan, è stata fatta salire sull’ambulanza e trasferita nel pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia, dove i sanitari hanno attivato le procedure previste dal protocollo ministeriale.

L'Autogrill di Serravalle subito dopo la riapertura

LA DONNA RICOVERATA

La paziente è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive e «sono in corso gli accertamenti e le terapie mediche mentre è stato avviata l'indagine epidemiologica per capire se la donna, nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della sintomatologia, era già presente in Italia - recita il comunicato diffuso subito dopo dall’Asl - In caso affermativo i sanitari procederanno ad effettuare gli esami indicati dal Ministero inviando i campioni biologici all'Istituto Superiore di Santità».

LE REAZIONI

Dopo circa un’ora e mezza la polizia ha permesso al pullman di proseguire il suo viaggio verso un albergo a Lucca e le aree di servizio sono state riaperte. Un episodio che, a prescindere dall’esito positivo o negativo dello stato di salute della paziente, un effetto traumatico lo ha già creato: i due giovani benzinai che hanno avuto contatti con gli orientali che hanno usufruito soprattutto della toilette della loro struttura facendo anche dei piccoli acquisti sono preoccupati. «Non appena finiamo il turno di lavoro andremo al pronto soccorso a farci visitare - dicono Alberto di Borgo a Buggiano ed Emanuele di Montecatini - A casa abbiamo una famiglia con bambini e non possiamo certo permetterci di portare una malattia».

Ad insospettirli più che gli orientali sarebbero stati i poliziotti. «Ci hanno fatto le domande rimanendo a debita distanza come se fossimo già infettati - dice Emanuele - Gli orientali avevano tutti la mascherina e un bambino è rimasto lì sulla porta della toilette per quasi venti minuti. Anche i poliziotti ed il personale sanitario avevano mascherina e guanti. Non è una situazione che ci fa stare tranquilli».

Più sereni invece al bar della struttura dove al secondo piano è presente anche il ristorante. «Qui non sono nemmeno entrati - dice uno dei baristi - Ci siamo accorti di quanto accadeva quando sono arrivate le pattuglie della polizia e l’ambulanza. Così abbiamo visto quel pullman bianco parcheggiato con sopra gli orientali con la mascherina, ma nessuno è venuto qui». 

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