A Vicofaro "Bella Ciao" dopo la messa, nella chiesa che ospita i migranti. E Salvini twitta: "Roba da matti!" - Video

Don Massimo Biancalani canta "Bella Ciao" alla fine della messa. Con lui il ministro straordinario dell'eucarestia Giuseppe Giovannelli

Nonostante le forti critiche venute dalla Diocesi, il parroco don Biancalani ha chiuso la celebrazione con un canto liturgico e poi con l'inno partigiano. "Esprime valori di libertà e giustizia che ogni cristiano è chiamato a incarnare"

PISTOIA. Don Massimo Biancalani ha mantenuto la promessa e ha cantato "Bella Ciao" in chiesa, alla fine della messa domenicale delle 11. Non sono bastate, quindi, le pesanti critiche arrivate dalla Diocesi di Pistoia a far cambiare opinione al sacerdote, conosciutissimo per il suo impegno sul fronte dell'accoglienza ai migranti, portato avanti da alcuni anni, fino ad ospitarne circa duecento nelle strutture parrocchiali di Vicofaro. Da tempo anche il matroneo della grande chiesa parrocchiale è stato adattato per accogliere migranti. Chi partecipava alla messa poteva cogliere la loro presenza dietro la cortina di coperte termiche color oro, che è stata stesa sulla balaustra proprio per offrire un po' di privacy a chi dorme in quel luogo.

Alla fine della messa, seguita da una sessantina di fedeli, don Biancalani ha intonato "Santa Maria del Cammino", un canto liturgico molto diffuso. Subito dopo, scendendo nel centro della chiesa con un piccolo gruppo di fedeli e numerosi giornalisti e cineoperatori, ha cantato insieme a loro "Bella Ciao".

Ma nell'omelia della messa, don Biancalani ha dedicato ampio spazio alla spiegazione del gesto. In un discorso ricco di citazioni, da don Tonino Bello a don Milani, da Paolo VI a papa Francesco, il parroco di Vicofaro ha sottolineato come il Dio dei cristiani sia un Dio prossimo, che si cala nell'umanità, ne prende parte. In questo senso, "un Dio partigiano". Ne segue che "Bella Ciao" non è un canto fuori posto in chiesa, perchè esprime quei valori di pace e giustizia che tutti i cristiani sono chiamati a vivere. Ealla nota della Diocesi, che sottolineava come la Parola di Dio fosse efficace di per sé come messaggio da trasmettere in chiesa, don Biancalani ha replicato che "la Parola di Dio richiede di essere incarnata", con scelte concrete nella vita di ogni credente.

Vicofaro, "Bella ciao" conclude la messa di Don Biancalani

Dopo l'annuncio, pubblicato mercoledì su Facebook, che domenica si sarebbe cantato l'inno partigiano, molti hanno accusato don Biancalani di fare politica. La risposta del sacerdote è stata che "ognuno di noi fa politica, anche stare in silenzio è politica. La questione è quale politica si fa. Io credo che si debba farla per la giusitizia e l'accoglienza. Altro discorso sono i partiti, e su questo ci deve essere massima libertà e laicità da parte della Chiesa, anche se nella storia non è sempre stato così".

Immediate e numerose le reazioni sui social all'iniziativa del parroco di Vicofaro. Poco prima delle 15 è arrivata anche quella del leader della Lega Matteo Salvini, con un tweet: "Ricordate il prete toscano che vorrebbe portare tutta l'Africa in Italia? Oggi concertino "sardinante" di "Bella Ciao"... a Messa! Tra un po' lo vedremo a Sanremo! (Roba da matti!)"