Pistoia, don Paolo Tofani si schiera: «No a questa legge disumana»

Don Paolo Tofani mentre mostra il cartello anti-decreto

Anche nella Chiesa pistoiese si allarga il fronte contrario al decreto sicurezza bis. «Sono importanti le prese di posizione di molti vescovi, tra cui il nostro»

PISTOIA. Ci ha messo ancora una volta la faccia, don Paolo Tofani, alzando dall'altare durante la messa di domenica scorsa, il cartello “La disumanità non può diventare legge”. Un segno di adesione alla campagna di resistenza civile contro l’approvazione (poi invece avvenuta) del Decreto Sicurezza Bis. Il provvedimento che consentirà di chiudere i porti alle navi che raccolgano clandestini in mare.. Il parroco di Agliana e Santomato ha esposto un cartello colorato come molti altri preti (tra cui lo stesso vescovo di Lucca) seguendo l'appello lanciato da don Luigi Ciotti, fondatore di Gruppo Abele e Libera che tante volte è stato ospite delle iniziative promosse da don Tofani su accoglienza, lotta alla mafia e promozione di impegno civile. Una campagna rimbalzata tramite i social (come fu per le magliette rosse un' estate fa contro “l'emorragia di umanità” della politica dei porti chiusi) dalle Alpi alla Sicilia. Coinvolgendo associazioni, sindacati, attivisti (a Pistoia vi hanno aderito la Cgil, l'associazione l'Acqua Cheta e naturalmente la sezione provinciale di Libera) e stavolta più di altre volte, anche la Chiesa. La cui voce critica dal decreto sicurezza bis, sequel del decreto di dicembre, manifesto della politica del ministro dell'interno Matteo Salvini, si è alzata dalle canoniche di periferia come da tante curie. Tra cui quella di Pistoia. “Non automaticamente, non necessariamente né evidentemente una legge fatta da una maggioranza parlamentare democraticamente eletta, è giusta- ha scritto infatti all'indomani dell'approvazione del decreto sicurezza bis, monsignor Fausto Tardelli- puó essere invece profondamente ingiusta, anche se per ipotesi fosse riconosciuta “costituzionale”.

Una voce importante, quella del vescovo, che si mescola con le altre arrivate dalla base. Tra cui, appunto, quella di don Paolo Tofani che del metterci la faccia, ha fatto una caratteristica della sua missione pastorale.


«Trovo molto importante che ci siamo state prese di posizione pubbliche di molti vescovi, tra cui il nostro vescovo - dice don Tofani- la Chiesta sta valutando come grave questa legge. Più ci si disumanizza, più si diventa legalmente riconosciuti. Seguendo i principi del Vangelo, non si può accettare un modo di operare basato sull'inaccoglienza e sull'avversità verso chi è in difficoltà. Chi opera per aiutare gli ultimi, non può essere delegittimato».

Accoglienza per don Tofani non è una semplice parola. Tramite il circolo Oscar Romero di Santomato e l'associazione Portaperta di Agliana, promuove progetti a sostegno di chi sta ai margini della società. Siano questi i ragazzi con un percorso scolastico difficile, le donne spesso anello debole della società e dei processi migratori e i richiedenti asilo accolti nella casa d'accoglienza “Ivana Bardi” o inseriti nei progetti di inclusione della pizzeria sociale del circolo di Santomato.

«Noi siamo obbligati a seguire il Vangelo- dice ancora - che ci dice di essere prossimi agli ultimi e a chi li aiuta». “O col Vangelo, o col decreto sicurezza”, aveva affisso fuori dalla porta della chiesa di Santomato nello scorso dicembre. Un grido non solo di don Tofani, ma anche di don Massimo Biancalani, anche lui schierato contro il Decreto sicurezza Bis, e destinato a diventare sempre più forte nella Chiesa toscana. —

Elisa Pacini