Semideserti i nuovi bandi della Prefettura è a rischio l’accoglienza dei migranti

Alberto Zinanni (Arci Madiba): «Con le nuove regole imposte da Salvini, non si può fare una vera integrazione»

PISTOIA. Entro la fine di questa settimana è atteso il nuovo bando della Prefettura per individuare soggetti cui affidare la gestione dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) sul territorio della provincia, dopo che quello dello scorso marzo – il cui capitolato di gara metteva a disposizione un budget di 21 euro al giorno per ogni persona accolta – è andato quasi deserto, arrivando ad assegnare solo 150 posti per tutta la provincia. Senza raggiungere nemmeno il numero (stimato in poco meno di 200 persone) necessario a garantire l’accoglienza all’attuale bacino di richiedenti asilo ancora ospiti dei Cas nel solo comune di Pistoia. . Ragion per cui – per far fronte al prosieguo delle attività nei confronti delle persone che ancora si trovano nelle strutture del territorio provinciale – la Prefettura, per le cooperative e le associazioni che già svolgono accoglienza, ha disposto il regime di proroga, fino al 31 ottobre 2019, alle condizioni del vecchio bando risalente al 2017, il cui budget assegnava al soggetto gestore 35 euro al giorno per ogni richiedente asilo presente in struttura. Ma, poiché anche il prossimo bando della Prefettura – che si attiene alle normative del “decreto sicurezza” del ministro dell’interno Matteo Salvini – difficilmente si discosterà dal capitolato del precedente, il rischio è che vada nuovamente semi deserto, dal momento che cooperative e associazioni del territorio ribadiscono la loro volontà a non partecipare se le condizioni saranno immutate. Più probabile, invece, l’arrivo di enti gestori da fuori provincia.

«Non è per una questione economica – spiega Alberto Zinanni, vicepresidente dell’associazione Arci Madiba – il problema è che a quelle condizioni ci siamo chiesti che tipo di progetto di accoglienza saremmo in grado di garantire. Un operatore ogni 50 persone non può svolgere bene il suo lavoro. Per non parlare dell’obbligo di dotare di un badge ogni migrante per registrarne entrate e uscite, e la richiesta di fornire i pasti preconfezionati nelle strutture, senza che i ragazzi possano andare a fare la spesa e cucinare da soli. È un problema di qualità dell’accoglienza. A quelle condizioni non si può lavorare per l’integrazione e l’autonomia delle persone».


In ogni caso, entro la scadenza della proroga al 31 ottobre, la Prefettura dovrà trovare i posti necessari a garantire l’accoglienza ai richiedenti asilo presenti in provincia. Altrimenti, a fronte di un territorio che non ha strutture sufficienti a svolgere le attività dei Cas, le strade percorribili potrebbero essere due. O il trasferimento dei richiedenti asilo in altre strutture. E in questo caso la situazione più critica sarebbe lo sradicamento delle famiglie con i bambini da un territorio in cui i piccoli ospiti frequentano la scuola e hanno stretto legami con i compagni. Oppure – come previsto dal capitolato d’appalto del precedente bando – la possibilità della Prefettura di imporre il prosieguo dell’accoglienza agli assegnatari del bando 2017, con un budget giornaliero ridotto di un quinto rispetto agli attuali 35 euro, ovvero 28. –

Valentina Vettori

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