Hitachi Rail e Sts, dieci mesi per concludere l’integrazione

La comunicazione ai sindacati: realizzare l’obiettivo entro l’aprile del 2020. La Fim Cisl sollecita l’apertura di un tavolo congiunto nazionale sul progetto  

PISTOIA. Se non ci saranno intoppi e contrattempi, tra meno di un anno sarà completa l’integrazione tra Hitachi Rail (l’ex AnsaldoBreda) e Hitachi Sts, l’azienda di segnalamento ferroviario anch’essa acquisita dalla multinazionale giapponese e anch’essa proveniente da Finmeccanica (era Ansaldo Sts). . Nei giorni scorsi le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dei tre siti produttivi di Hitachi Rail (oltre a Pistoia, anche Napoli e Reggio Calabria) sono state infatti informate dalla direzione aziendale che l’integrazione tra le due aziende è di fatto partita e che sarà completata entro aprile 2020. Non si tratta certo di una novità: fin dall’inizio, dopo l’acquisizione di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, nel novembre 2015, Hitachi Rail – per bocca del suo amministratore delegato globale, Alistair Dormer – sottolineò che l’obiettivo futuro era quello di una integrazione tra le due aziende, che si occupano rispettivamente della costruzione di mezzi ferroviari e di sistemi di controllo e segnalamento.

Hitachi intende procedere gradatamente ma con speditezza alla complessa operazione di integrazione tra le due realtà industriali (Hitachi Rail ha 2.200 dipendenti, Sts circa 4.200 di cui 1.900 in Italia).


Il senso industriale dell’operazione è ovvio: ferrovie e metropolitane, per funzionare, hanno bisogno sia di mezzi che circolino, sia di sistemi di segnalamento e comunicazione per coordinarli. Non a caso nelle gare internazionali a volte l’offerta richiesta si articola su entrambi i settori. Poter coordinare il tutto all’interno di una realtà industriale integrata sarebbe ovviamente una carta in più da giocare sui mercati mondiali.

Come tutti i grandi cambiamenti, ovviamente, anche questo porta con sé interrogativi, in particolare per quanto riguarda i livelli manageriali e intermedi dell’azienda. Anche per questo la Fim Cisl sia di Hitachi Rail che di Hitachi Sts ha diffuso all’interno degli stabilimenti del gruppo giapponese una nota in cui «stigmatizza» percorsi di integrazione «calati dall’alto» e auspica invece l’apertura di un confronto congiunto con le due aziende «al fine di garantire la gestione del progetto industriale complessivo utile a tutelare e salvaguardare i lavoratori, le professionalità, le competenze di tutti i i siti produttivi».

Anche di questi temi si parlerà in occasione del prossimo coordinamento nazionale a Roma, durante il quale i rappresentanti sindacali di Hitachi Rail e l’azienda si troveranno di fronte per discutere di alcuni temi già fissati, in particolare del premio di risultato previsto dagli accordi aziendali. Stipulando l’intesa per il 2018, furono fissati obiettivi molto ambiziosi per l’annata successiva: tra gli altri, un risultato operativo di 45,8 milioni di euro contro i 37,9 realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente. —