«Dai piccoli nasce la lotta per il futuro», Vandana Shiva premiata al festival Dialoghi sull'uomo

Tanta gente alla conferenza dell’ambientalista indiana in piazza del Duomo. Nel pomeriggio, una visita a Vicofaro da don Massimo Biancalani

PISTOIA. Sorride a chi le chiede se si sente la madre di Greta Thumberg, la sedicenne svedese simbolo della nuova coscienza ambientalista. Sorride quando ribadisce che sono sempre stati i piccoli a cambiare il mondo e che una manifestazione come “Dialoghi sull’uomo”, in una piccola città della Toscana come Pistoia, può aiutare a contrastare «la monocultura della mente» a cui lei si oppone da una vita.
 
Sorride sempre Vandana Shiva, l’ecologista indiana che conserva e tutela quegli scrigni di biodiversità che sono i semi – a cui Ermanno Olmi dedicò “Terramadre” – parlando con quell' energia che agli inizi degli anni Duemila ne aveva fatto un punto di riferimento per il popolo dei Social Forum.
 
In tempi di muri, di barriere e di frontiere a chi è andato il testimone di quel movimento che vedeva nella globalità delle persone la risposta ai rischi dell'economia globalizzata? «A tutti noi» risponde Vandana Shiva. Il festival pistoiese le ha conferito il premio internazionale “Dialoghi sull’uomo”, terza edizione, dopo David Grossman e Wole Soyinka. Premio consegnato ieri sera durante il suo partecipatissimo intervento in piazza Duomo. Ma la giornata pistoiese dell’ecologista indiana è iniziata nel primo pomeriggio quando, prima della conferenza stampa, ha fatto visita a don Massimo Biancalani partecipando ad un incontro nella parrocchia di Vicofaro dove è attiva un'esperienza molto attiva (e contestata) di accoglienza dei rifugiati. Concedendosi in tutta la sua determinazione, come davanti ai microfoni nell’urlare che sono le persone ad avere il potere, quel “people have the power” che ricorda un’altra grande donna (la rocker Patti Smith) che come Vandana Shiva sfoggia lunghi capelli argentei, senza artificio estetico e scalda le folle.
 
«Penso che la crisi sia così profonda - ha detto l'attivista, fasciata nel suo immancabile sari - e le potenzialità di cambiamento così grandi, che l’azione stessa di cambiare le cose non può che essere nelle mani di tutti noi. Non è più tempo di delegarla al social forum, non possiamo appaltarla a Greta. Greta ha la mia solidarietà, ci siamo incontrate a Parigi e le ho detto “impegnamoci insieme” a piantare i semi per il futuro».
 
Nel suo intervento, di eredi del popolo del social forum, di persone in lotta per cambiare il mondo ed in primis l’economia, Vandana Shiva ne individua parecchi. I ragazzi di “Save The Future”, i popoli indigeni, gli agricoltori («che si stanno fortunatamente svegliando»). Ma è soprattutto alle donne che i «cinque o sei miliardari che controllano il mondo, dovrebbero chiedere dei consigli» dice. «Sono le donne che da anni portano avanti fattivamente l’economia del condividere».
 
Non ha paura di parlare di "mafia" per i tre cartelli che controllano l'economia mondiale («si comportano come la mafia, con la differenza che in Italia voi la mafia ad un certo punto l'avete riconosciuta e combnattuta») e ricorda la battaglia contro il glifosato («si sapeva che era cancerogeno ma si è provato a terrorizzare gli scienziati ed è stata aggredita anche l'Organizzazione mondiale della sanità»).
 
L’approccio scientifico è quello che la fa urlare con forza che «la diversità non è separazione», anzi alle radici della crisi c’è proprio il tentativo di uniformare. «Come si ribalta la piramide dove 5-6 persone controllano il potere?» dice. «L’errore iniziale è considerare la diversità come frammentazione e divisione. La natura ci insegna che pur essendo frammentata, collabora e si rispetta. La diversità è una forza, non una crisi».
 
Ecco quindi che i piccoli, siano i semi che Vandana Shiva tutela e difende, siano le persone, hanno il vero potere. «La concentrazione economica di pochi- chiude- è il tentativo riuscito di portar via il potere ai piccoli. Quindi il cambiamento può venire anche da una piccola città come Pistoia».