Omicidio preterintenzionale: da 8 a 12 anni la pena prevista

Secondo la procura l’indagato ha colpito con l’intento di fare  male anche se non con il fine di uccidere. Inoltre la vittima  era girata di spalle e chinata  

pistoia. Come prevede l’articolo 585 del codice penale, il reato di omicidio preterintenzionale si verifica quando “il soggetto agente pone in essere una condotta pericolosa con lo scopo di ledere la vittima e, senza volerlo, ne provoca la morte”. Insomma, uccidere non è la finalità di chi colpisce. Il giudice quindi deve valutare attentamente l’elemento psicologico dell’indagato, per verificare le sue reali intenzioni e se la morte poteva essere prevista ed evitata. Inoltre, l’indagato, pur non volendo la sua morte, deve aver agito per provocare una lesione alla vittima, essere responsabile cioè del reato di percosse o di quello di lesioni personali.

Insomma, un compito difficile quello del gip del tribunale, chiamato questa mattina, nel corso dell’interrogatorio di garanzia fissato per le 10,30 in carcere), a convalidare l’arresto e a disporre un’eventuale misura cautelare nei confronti di Alessio Bini. La giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci dovrà verificare se nella ricostruzione della tragedia rientrino tutti gli elementi previsti dall’articolo 585 del codice penale.


Non è tutto. È omicidio preterintenzionale solo quando la morte è una conseguenza diretta delle percosse o delle lesioni: se sussiste un rapporto causa/effetto. È ciò potrà essere confermato soltanto dai risultati dell’autopsia sulla salma di Flaviano Nocentini, eseguita ieri pomeriggio, dopo che il pm ha conferito l’incarico al medico legale Stefano Pierotti. All’esame ha assistito anche la consulente legae (Martina Focardi) scelta dagli avvocati difensori del 22 arrestato, Cecilia Turco e Massimo Pagnini.

Non può infatti essere escluso a priori che il decesso possa essere stato causato da un malore anziché dalle lesioni riportate dalla vittima cadendo di faccia sull’asfalto dopo aver ricevuto un calcio sul sedere.

Fatto sta che, per l’omicidio preterintenzionale, il codice prevede una pena molto severa, ovvero la reclusione da 10 a 18 anni, che comunque può essere diminuita in presenza di attenuanti o di celebrazione del processo con il rito abbreviato.

Probabilmente, vista le decisione di metterlo in carcere dopo l’arresto, il pm ritiene che vi siano tutti gli elementi dell’omicidio preterintenzionale. Non ultima la circostanza che il calcio è stato sferrato da Alessio Bini, stando alle testimonianze dei suoi due amici, quando la vittima era girata di spalle e chinata in avanti. E che quindi non costituisse una minaccia, nonostante lo stiletto che aveva mostrato poco prima accompagnando il gesto con minacce di morte. —

M.D.