Pd: «Troppi nodi da sciogliere sul futuro dell’area ex Ceppo»

Fratoni, Baldi e Niccolai contro la giunta Tomasi su lavori idraulici, passaggio al Comune della parte storica e scelte sul tribunale

PISTOIA. L’assessore regionale Pd Federica Fratoni e i consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi intervengono sul futuro dell’area del Ceppo, criticando duramente la svolta richiesta dall’Asl e decisa dalla giunta Tomasi rispetto all’accordo di programma attualmente in vigore.

Primo punto, la necessità di interventi di messa in sicurezza idraulica (interventi non previsti nell’accordo originale). “La questione della messa in sicurezza idraulica dell’area dell’ex Ospedale destinata a valorizzazione immobiliare è decisiva e il Comune di Pistoia, che talvolta pare interessato più a scaricare i problemi che non a risolverli, deve farsene carico senza se e senza ma: si sta trattando del futuro di un'area strategica del capoluogo ed è impensabile che il Comune non metta in campo investimenti al riguardo nel proprio bilancio, lasciando tutto all'iniziativa dei terzi”.


Secondo punto, la parte storica del Ceppo, che almeno in parte tornerebbe ad ospitare funzioni sanitarie. Invece il Pd insiste: “occorre andare avanti con il percorso già definito nell'accordo vigente, affinché questo immobile che è simbolo della storia di Pistoia appartenga all'unico ente che rappresenta la comunità pistoiese: il Comune”.

Infine un appello al Comune di Pistoia sulla questione del Tribunale. La giunta Bertinelli si era detta pronta ad esaminare una proposta di spostamento degli uffici giudiziari all’interno dell’ex Ceppo, magari nel padiglione Caripit. D’accordo anche l’Ordine degli avvocati. Ma ora la prospettiva si allontana, perchè il padiglione Caripit dovrebbe tornare ad un uso sanitario. “La modifica dell'accordo di programma del Ceppo – si legge – metterà necessariamente in campo interventi di variazione degli strumenti di pianificazione urbanistica dell'intero centro città: è il momento che il Comune indichi una direzione chiara rispetto alla futura collocazione degli uffici giudiziari. La Giunta Tomasi ha il dovere di indicare una strada chiara sulla loro ubicazione, perché senza di essa è impossibile chiamare in causa in modo credibile il ministero della Giustizia rispetto alle sue responsabilità al riguardo”. —