Illegittima la revoca della licenza il Tar fa riaprire una sala giochi

Accolto il ricorso della titolare dell’attività a cui la Questura aveva imposto la chiusura dopo la segnalazione arrivata al Comune da parte di una parrocchia

PISTOIA. A parte il fatto che né quella chiesa inagibile né quegli uffici amministrativi, sebbene di una comunità di recupero, rientrano tra i luoghi “sensibili” previsti dalla normativa regionale, la questura avrebbe compiuto un atto illegittimo, “per violazione di legge, difetto di motivazione, difetto d’istruttoria e contraddittorietà dell’azione amministrativa”. Almeno secondo il Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso presentato dalla titolare di una sala giochi di via Fermi a cui, dopo una segnalazione da parte della parrocchia della Santissima Annunziata, la questura ha revocato la licenza di polizia per l’esercizio dell’attività.

Hu Peili, legale rappresentante della società Kaiten King, aveva presentato l’istanza per il rilascio della licenza nel dicembre 2017, per aprire la sala giochi (con videoterminali) al numero 10 di via Fermi. Dopo il nulla osta da parte del Comune rispetto alla distanza minima di legge di 500 metri dai luoghi sensibili, il 7 febbraio 2018 la questura aveva rilasciato la licenza prevista dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.


Dopo alcuni mesi, però, era arrivata una segnalazione al Comune: la sala giochi non aveva rispettato la distanza minima da due luoghi sensibili, la chiesa della Santissima annunziata e la sede del Ceis, entrambe in piazza dei Servi. E i vigili urbani avevano constatato che in effetti la prima si trovava a 450 metri e la seconda a 440. Ricevuta la documentazione, la questura aveva dato il via al procedimento per la revoca dell’autorizzazione, comunicandolo alla titolare della sala giochi.

Che a quel punto aveva presentato una memoria, in cui evidenziava non solo l’erroneità delle misurazioni ma anche che né la chiesa né il centro di recupero rientrava tra i luoghi sensibili previsti dalla legge regionale 57 de 2013: nella Santissima Annunziata, in quanto non agibile, non si praticava alcun culto, a causa del pericolo di crollo dell’intera copertura; nella sede del Ceis c’erano soltanto uffici amministrativi e non una struttura residenziale o semiresidenziale.

Ragioni che avevano indotto la questura a chiedere al Comune un controllo in tal senso, specificando, però, che se non avesse avuto risposta entro 60 giorni avrebbe ritenuto ciò come un silenzio-assenso e avrebbe proceduto al rigetto dell’istanza della titolare della sala giochi. Ed è stato ciò che è avvenuto: nessuna risposta dal Comune e, il 20 agosto scorso, revoca della licenza di polizia.

Al che a Hu Peili non era rimasto altro da fare che presentare ricorso al Tar. Che le ha dato ragione, sottolineando la “contraddittorietà dell’azione della questura, la quale – dopo aver ritenuto necessario l’approfondimento istruttorio richiesto dall’interessata, demandandolo al Comune di Pistoia, e dopo che quest’ultimo, ritenendo, correttamente, di dover offrire una risposta esplicita ed un supporto effettivo alla questura, aveva a sua volta incaricato la Polizia Municipale – del tutto inopinatamente, ad istruttoria ancora non conclusa, ha ritenuto di revocare la licenza”.

Illegittima inoltre “l’attribuzione, da parte della questura, alla mancata risposta del Comune nel termine di sessanta giorni, del significato di rigetto dell’istanza di valutazione promossa dall’interessata, non potendo l’amministrazione coniare ipotesi di silenzio-rigetto al di fuori dei casi previsti dalla legge”. —

M.D.