L’Altare argenteo di S. Iacopo ambasciatore di Pistoia

Dedicato al capolavoro d’arte orafa un articolo sull’ultimo numero di Bell’Italia A marzo delegazione pistoiese a Santiago con il libro di Giorgio Tesi editrice

pistoia. Sedici pagine nel numero di febbraio attualmente in edicola, intitolate “Un racconto d’argento”. Pistoia è protagonista nell’ultimo “Bell’Italia”, la rivista mensile del gruppo Cairo Editore dedicata alle bellezze del nostro paese. E il merito è tutto dell’Altare argenteo di San Jacopo e del libro che la Giorgio Tesi editrice gli ha dedicato, nella collana “Avvicinatevi alla bellezza”, con le foto di Niccolò Begliomini e i testi della storica dell’arte Lucia Gai. L’articolo di Bell’Italia fa diretto riferimento al libro, per mettere in luce la bellezza e l’unicità del grande altare d’argento e del reliquiario, anch’esso argenteo, che contiene la reliquia di San Iacopo riportata a Pistoia da Santiago de Compostela dal vescovo Atto.

Proprio il libro di Begliomini e Gai sarà prossimamente strumento di una nuova iniziativa promozionale della città. A marzo, infatti, l’opera verrà presentata proprio a Santiago de Compostela, la città galiziana collocata al termine del “Camino de Santiago” e particolarmente legata al culto di san Iacopo.


Proprio per questo i rapporti tra Pistoia e la città spagnola sono sempre stati significativi.

«Grazie all’impegno della Fondazione Cassa di risparmio – ha detto Niccolò Begliomini ieri mattina durante la presentazione del numero di Bell’Italia, nella cappella della cattedrale dove è conservato l’Altare Argenteo – quello che porteremo in Spagna sarà una versione tradotta in spagnolo del nostro libro, in modo da facilitarne la comprensione. Un incontro, quello di marzo, che deve essere ancora definito nei dettagli e che è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Paolo Caucci von Saucken, il maggiore studioso italiano del Cammino di Santiago».

Parlando dell’altare argenteo e del culto jacopeo, l’assessore al turismo Alessandro Sabella ha ribadito l’intenzione del Comune di farne sempre di più una punta di diamante dell’attività di promozione della città a livello internazionale. Sulla stessa falsariga l’intervento del presidente della Fondazione Caripit Luca Iozzelli: «È importante questa sinergia che si crea con chi fa cose importanti per la città e questa lo è senz’altro. Altre sono in preparazione e verranno fuori nelle prossime settimane. In fondo l’abbiamo sempre detto, che l’anno di Pistoia capitale italiana della cultura, il 2017, doveva essere soltanto l’inizio di un rilancio di Pistoia».

Don Luca Carlesi, arciprete della cattedrale, è il custode del grande altare argenteo.«Un’opera d’arte dal grande valore, artistico ma anche venale. Mi ha sempre colpito questo aspetto di “spreco”, di ricchezza ridondante, concentrata su questo manufatto. Ma tutto questo è uno “spreco” se si considerano i metri umani, materiali, non se si punta l’attenzione sul significato spirituale di queste opere». In perfetta risonanza il commento di Lucia Gai. «In quei tempi – spiega la studiosa – la realizzaazione di un’opera dipendeva soprattutto dalla possibilità di esaltare la gloria del Signore. Così si spiegano questi concentrati di ricchezza».

Fabio Calamati

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