Operai Breda esposti all’amianto l’Inail apre un piccolo spiraglio

I sindacati chiedono il riconoscimento di ulteriori 22 mesi per chi era al lavoro  negli anni in cui venne smantellata la copertura in eternit dello stabilimento 

Pistoia. Ventidue mesi in più che potrebbero fare la differenza per 170 lavoratori. Il condizionale è assolutamente d’obbligo, ma nel lungo braccio di ferro tra Inail e operai Ansaldo Breda (oggi Hitachi), si intravede un piccolo spiraglio. Ovvero la parziale apertura dell’Inail, proprio nei confronti dei sindacati, ad accogliere ulteriori documenti che attestino in modo definitivo il periodo di esposizione all’amianto legato allo smantellamento del tetto in eternit che copriva lo stabilimento di via Ciliegiole.

L’Inail resta ferma sul riconoscimento dell’esposizione per un periodo che varierebbe dai 17 ai 22 mesi, contenuto nel più ampio lasso di tempo che va dall’ottobre del 1987 al dicembre del 1990, quando si sono svolti i lavori di rimozione della copertura.


Secondo l’Inail, però, poiché gli interventi si sono svolti a lotti, quindi in modo non continuativo, l’esposizione alle polveri sarebbe stata ridotta a un massimo di 22 mesi.

Tesi opposta è quella dei sindacati che, con le testimonianze dei lavoratori, sostengono che il periodo di esposizione dovuto allo smantellamento del tetto è di 39 mesi, poiché copre l’intero periodo di permanenza del cantiere per i lavori, dal 6 ottobre 1987 al 28 dicembre 1990.

Finché l’ultimo pezzo di ponteggio del cantiere necessario allo smantellamento dell’eternit è rimasto all’interno dei capannoni – è la tesi dei sindacati – l’esposizione all’amianto c’è stata, anche perché la produzione dell’azienda, così come i lavoratori, non si è mai fermata, anche quando il tetto veniva smantellato sopra le loro teste.

Se le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Ugl, presenti all’incontro del 30 gennaio con Inail – a cui hanno partecipato anche Inps e Asl – riuscissero, quindi, a dimostrare in modo inequivocabile il periodo del cantiere di 39 mesi, l’Istituto nazionale per gli Infortuni sul lavoro sarebbe disponibile a valutare i nuovi documenti.

Un’apertura che, se dovesse essere confermata, determinerebbe, nell’arco di qualche anno, la maturazione dei requisiti per il pensionamento, legati all’esposizione all’amianto, per 170 lavoratori cui mancano una manciata di mesi per raggiungere la soglia dei 10 anni di esposizione.

A spiegare il meccanismo è Yuri Citera, segretario Fim-Cisl Toscana Nord che, numeri alla mano, sottolinea come nell’immediato, le persone che potrebbero usufruire dei benefici sarebbero un’ottantina. Mentre per altrettanti lavoratori la pensione arriverebbe nel corso dei successivi 3-4 anni.

«L’Inail – dice Citera – si è reso disponibile, prima di inviare le risposte, a valutare un’ulteriore documentazione che riusciremo a fornire».

Per questo, già nella mattinata di oggi, la Commissione amianto interna all’Hitachi si riunirà di nuovo per fare il punto sulla documentazione in loro possesso da fornire all’istituto. Dopo di che, la palla tornerà alla stessa Inail, che dovrà esprimersi in merito al riconoscimento del prolungamento del periodo di esposizione all’amianto durante i lavori al tetto. —

Valentina Vettori

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