Incastrato dall’impronta sul biglietto autostradale dopo un colpo in villa

Foto d'archivio

Casseforti forzate con smeriglio e martello pneumatico. Arrestato dai carabinieri un componente della banda

PISTOIA. Avevano pensato a tutto. I passamontagna, i guanti, la schiuma espansa per mettere ko il sistema di allarme, l’oscuramento delle telecamere di videosorveglianza, i lampioni del cortile coperti con capi di abbigliamento. A tradirli – o meglio, a tradire uno di loro – era stata l’ingordigia: dopo aver scassinato le quattro casseforti presenti nella villa, prima di dileguarsi nella notte con il bottino, avevano deciso di rubare anche la Citroen C2 dei padroni di casa. Dotata di un sistema di rilevazione Gps. Ed è stato grazie a quello che nei giorni successivi i carabinieri sono riusciti a mettere le mani sul biglietto dell’autostrada utilizzato dalla banda per raggiungere Pisa attraverso l’A11 e sui cui era rimasta un’impronta digitale che, inserita nella banca dati, aveva fatto saltare fuori un nome e un cognome: Stefano Quirini, 30 anni, residente a San Miniato.. Per quel furto commesso sulle colline di Pistoia nella notte fra il 7 e l’8 agosto scorsi, mercoledì pomeriggio per il giovane pluripregiudicato di origini Sinti è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A disporla, la gip del tribunale, per scongiurare il forte rischio di reiterazione del reato, emerso, oltre che dall’esame dei suoi precedenti, dalle intercettazioni telefoniche predisposte nei suoi confronti durante le indagini portate avanti dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Pistoia.

Il furto era stato messo a segno in una villa di via di Caloria (sulle colline di Candeglia) suddivisa in tre porzioni e abitata da diversi membri di una stessa famiglia. Che in quei giorni si trovavano in vacanza al mare. La banda, composta da tre uomini incappucciati (come emerso poi dalle registrazioni video), era entrata in azione attorno alle 21,20 del 7 agosto. Professionisti del crimine, secondo i carabinieri, viste tutte le precauzioni prese per non farsi scoprire. Fatto sta che, dopo aver forzato porte e finestre, utilizzando smerigliatrici elettriche e anche un martello pneumatico, avevano dato l’assalto alle quattro casseforti presenti nella villa, sventrandone tre e smurando e portando via l’ultima. Per un bottino complessivo di circa 20.000 euro tra gioielli, denaro e assegni.


Nella villa avevano trovato però anche le chiavi di una Citroen C2 parcheggiata nel cortile e avevano deciso di rubare anche quella. Non rendendosi conto che, grazie al sistema di localizzazione installato a bordo, da quel momento in poi qualcuno avrebbe potuto tracciare i loro spostamenti. Cosa che hanno fatto gli investigatori dell’Arma, dopo che una delle vittime si era presentata al comando per sporgere denuncia.

Riuscendo a scoprire che la Citroen, da via di Caloria, aveva imboccato la Firenze-Mare alle 1,32 dell’8 agosto, per poi uscire al casello di Pisa Centro poco dopo le 2. Assieme ad un’altra auto, quella utilizzata dalla banda per arrivare a Pistoia. E grazie alla collaborazione della Società autostrade i carabinieri avevano appurato che quelle erano le uniche due auto che avevano fatto il percorso Pistoia-Pisa a quell’ora. Riuscendo così a recuperare i biglietti utilizzati dai conducenti per pagare il pedaggio.

E su uno di questi, gli uomini della Scientifica del comando di viale Italia, avevano trovato l’impronta del Quirini. Il cui telefono cellulare, dalle verifiche successive, era risultato presente nella zona di via Caloria al momento del furto, nonché agganciato ai ripetitori presenti poi lungo l’intera via di fuga fino a Pisa.