Il Vaticano scrive a don Biancalani: vi siamo vicini siete un esempio d’accoglienza

Il parroco di Vicofaro ha ricevuto in risposta alla sua missiva una lettera della Sezione migranti e rifugiati  «Ho il cuore pieno di gioia»

pistoia. Papa Francesco risponde alla lettera di don Massimo Biancalani - che il parroco gli aveva consegnato in Vaticano lo scorso settembre - e lo fa tramite la Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.. Una Sezione voluta dallo stesso Papa nel momento del suo insediamento. Nella lettera di risposta all'appello del parroco - scritto all'indomani della notizia che la parrocchia di Vicofaro non avrebbe più potuto fare accoglienza a causa di alcuni locali non a norma dal punto di vista della sicurezza - il Dicastero esprime al parroco di Vicofaro e Ramini «grande vicinanza a una realtà che si distingue come esempio di accoglienza dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti», mostrando un «instancabile impegno e attivo contributo a contrapporre la cultura dell'incontro a quella dell'indifferenza e dello scarto». Un incoraggiamento che gratifica don Biancalani e che ricorda come sia responsabilità di ciascuno «accogliere, proteggere, promuovere e integrare i più vulnerabili, creando occasioni di crescita collettiva. Con coraggio e creatività».

«È una lettera che ci riempie il cuore di gioia e ci sprona ad andare avanti - commenta stringendo la missiva in mano, accanto alla foto scattata insieme a papa Francesco - Questa mattina ne ho lasciata una copia anche al vescovo. È la testimonianza del fatto che, nonostante nella nostra comunità cattolica pistoiese siamo stati messi ai margini, noi esistiamo e svolgiamo, non senza difficoltà, un vero e proprio servizio per la comunità». Un'attività che, come sottolinea lo stesso Biancalani, a Pistoia pare essere apprezzata solo dal mondo laico. Nella lettera, infine, il Dicastero informa il parroco che l'attività di accoglienza è stata segnalata anche alla Conferenza episcopale italiana, chiedendo al sacerdote di continuare a tenere aggiornato il Vaticano sugli sviluppi della sua opera. «Per i lavori di messa a norma dei locali - conclude il parroco - ci servono 130.000 euro. Sarebbe bello che un contributo arrivasse anche dalla Cei». —


V.V.