Caripil, ultimo giorno: il valore stimato è di 515 milioni di euro

La sede di Caripil in via Roma a Pistoia

La cifra nei documenti della fusione con Intesa Sanpaolo.  Domani l’assemblea straordinaria della Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia

PISTOIA. La Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, con le sue 66 filiali e i suoi 704 dipendenti, vale 515 milioni di euro. O, almeno, questo è il valore in base al quale Intesa SanPaolo è disposta ad acquistare lo 0,1% di azioni dell’istituto di via Roma attualmente in mano a investitori privati (per lo più pistoiesi). Si tratta di quella minuscola fettina del capitale della Caripil che non è già in possesso diretto o indiretto (tramite la Cassa di risparmio di Firenze) di Intesa Sanpaolo e che quindi sfuggirà alla fusione per incorporazione che sarà deliberata dall’assemblea dell’istituto di credito pistoiese convocata per domani, venerdì 12 ottobre.

Proponendo al gruppetto di investitori privati di acquistare le loro azioni, Intesa Sanpaolo ha dovuto stimare un prezzo per le singole azioni della Cassa pistoiese e quindi per la banca nel suo complesso. A quel prezzo i detentori delle azioni residue potranno scegliere se accettare un cambio con azioni Intesa Sanpaolo oppure se essere liquidati. In entrambi i casi il valore per azione calcolato da Intesa Sanpaolo è di 1,89 euro ad azione, che moltiplicato per il numero di azioni totali dà appunto il valore di 515 milioni.

Da notare che il prezzo di 1,89 euro offerto oggi agli azionisti privati è lo stesso che Intesa Sanpaolo ha riconosciuto alla Fondazione Caripit quando, alla fine del 2017, ha acquistato dall’ente presieduto da Luca Iozzelli il suo residuo 16,5% di capitale Caripil. Il valore è già stato approvato dall’assemblea dei soci Caripil di marzo ed è stato valutato come corretto sia dai sindaci revisori che dalla società specializzata Kpmg.

Ora, insomma, tutti i documenti sono pronti per lo storico (ancorché largamente annunciato) passaggio di domani, che vedrà ufficialmente chiudersi la storia multisecolare della “banca dei pistoiesi” per antonomasia: dalla Cassa di risparmio di Pistoia (dal 1831) alla Cassa di Pistoia e Pescia (dal 1936), alla Cassa di Pistoia e Lucchesia (dopo il 2012). L’istituto e tutti i suoi assett verranno “assorbiti” dentro Intesa Sanpaolo, che avrà appena fatto la stessa cosa anche con la Cassa di risparmio di Firenze. Due delle numerose “fusioni per incorporazione” deliberate dal gigante del credito settentrionale in questi ultimi anni (Cassa di risparmio di Bologna, Banco di Napoli, Casse del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, di Forlì Emila Romagna, CariUmbria, Viterbo e Civitavecchia, solo per ricordare le principali).

Quali conseguenze produrrà questo terremoto ai correntisti Caripil? Nome a parte (vedi a fianco), la banca che conoscono rimarrà la stessa, anche se qualche taglio per razionalizzare la rete delle filiali è da mettere in conto. Anzi, dietro lo sportello ci sarà (ancora più di adesso) la presenza della più grande banca italiana, con la sua dovizia di opportunità e servizi innovativi. Resta da vedere quanto il colosso del credito saprà mantenere l’attenzione e la vicinanza alle necessità delle famiglie e delle aziende pistoiesi: ma la sfida dei prossimi anni, per Intesa Sanpaolo come per gli altri istituti di credito rimasti sul mercato, è tutta qui. —