Don Biancalani contro Tomasi «Severità solo con i migranti»

Nuovo scontro dopo l’ordinanza di sgombero della canonica che ospita i migranti Il parroco di Vicofaro: il Comune abbia la stessa attenzione anche per le scuole

PISTOIA

“ll sindaco non sia ipocrita, le dichiarazioni da lui rilasciate ieri ai giornali non riportano la verità nella sua interezza". Inizia così il comunicato stampa di don Massimo Biancalani in risposta alle parole del sindaco Tomasi, che ricordava come i problemi di sicurezza nella canonica di Vicofaro siano provati e come, di fronte a situazioni simili, il Comune abbia sempre proceduto nello stesso modo anche nei confronti di altri centri di accoglienza.


È un fiume in piena don Massimo, due giorni dopo aver ricevuto l’ordinanza comunale in cui gli si intima di cessare l’accoglienza dei migranti per le carenze igienico-sanitarie, di sicurezza e non conformità agli impianti rilevate da pompieri e Asl. Un provvedimento che si è aggiunto alla chiusura del Cas, il Centro d’accoglienza straordinaria, che ospitava 12 migranti: il Centro in sé era a posto, ma la sottostante canonica (non a norma) è stata considerata un pericolo.

Il sindaco con una ordinanza “chiede alla nostra comunità – scrive don Masssimo – di cessare quella che dovrebbe essere l’attività ordinaria di ogni parrocchia che intenda mettere il Vangelo al centro del proprio agire: l’accoglienza del povero, comunitario o extracomunitario che sia”.

Don Biancalani assicura comunque che a Vicofaro si farà tutto il necessario per rimettere in sicurezza la struttura della canonica. "Chiedo piuttosto al sindaco se vorrà avere la stessa sollecitudine per garantire la sicurezza di tanti edifici pubblici e privati. Penso soprattutto alle tante scuole dove persistono gravissime carenze strutturali, igieniche e di piani antincendio. Penso anche alle tante canoniche dove certamente non si opera nella pienezza della norma". Per questo, conclude il parroco, aiuteremo il sindaco di Pistoia e le autorità preposte a prendere analoghi provvedimenti cautelari come il nostro in merito a tanti edifici della nostra città che fra pochi giorni dovranno “accogliere” migliaia di giovani e bambini. “Non dobbiamo essere ipocriti. La sicurezza deve essere garantita non solo (giustamente) ai profughi richiedenti asilo ma anche a tutti i cittadini italiani così come la Costituzione prevede".

Intanto, a Vicofaro, ieri mattina si respirava un'aria di smarrimento. "Sette ragazzi richiedenti asilo hanno dormito in chiesa stanotte, nel matroneo al primo piano, ma ne verranno sistemati altri -spiega Doriano Maranelli, volontario della parrocchia- le ragazze hanno dormito in una stanza della parrocchia, altri 3 o 4 senza fissa dimora nella stanza personale di don Massimo. Siamo tutti dispiaciuti e rammaricati, don Massimo è molto stanco, ma siamo fiduciosi". La Diocesi ha invece annunciato la disponibilità da parte della Caritas di offrire una ventina di posti letto, mentre don Massimo, in accordo con i suoi legali, è pronto ad impugnare l'ordinanza di sgombero dinanzi al Tar. —

ALESSANDRA TUCI

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