Pistoia, regalata da uno dei genitori la scacciacani usata a Vicofaro

Don Massimo Biancalani e Buba Ceesay (foto Gori)

La pistola a salve con cui i due tredicenni hanno minacciato il giovane migrante era stata acquistata on-line per un centinaio di euro, cartucce comprese

PISTOIA. Quando ha ceduto alle insistenze del figlio, non si è immaginato neppure lontanamente le conseguenze. Che con quella pistola a salve acquistata su internet il ragazzino avrebbe sparato, assieme al suo amico, per mettere paura ad uno dei giovani migranti ospiti della parrocchia di Vicofaro, la sera del 2 agosto scorso. Scatenando in città la psicosi razzismo.

Fatto sta che adesso, dopo aver accertato che gli autori di quella che sembra essere stata una bravata sono due tredicenni e non dei naziskin, i poliziotti della questura hanno appurato anche che la scacciacani usata per esplodere i due colpi a salve in via Donati era un regalo da parte di un genitore di uno di loro. Un regalo comprato attraverso uno dei tanti siti web, dove una perfetta replica – completamente inoffensiva, sia chiaro – di una Beretta calibro 9 parabellum (modello in dotazione a polizia e carabinieri) costa una settantina di euro spedizione compresa. Venti euro in più per le 200 cartucce a salve, quelle recuperate poi dagli investigatori della questura durante la perquisizione in casa.


Perciò, mentre i due ragazzini, in quanto minori di 14 anni, non sono penalmente perseguibili dalla legge nonostante siano accusati del reato di minaccia aggravata (al momento) dall’odio razziale, qualche conseguenza potrebbe esserci per il genitore che ha regalato la scacciacani al figlio. A valutare se in tale comportamento possa o meno configurarsi un reato è la procura di Pistoia (l’inchiesta sui due tredicenni è di competenza della procura dei minori di Firenze). Tenendo conto anche delle tragiche conseguenze a cui un’arma del tutto simile ad una vera impugnata e usata per strada avrebbe potuto portare nel caso in quel momento fosse passata di lì una pattuglia delle forze dell’ordine.

IL SINDACATO DI POLIZIA. Intanto, sull’indagine che ha portato alla soluzione del caso in tempi rapidissimi, interviene anche il Sap, il Sindacato autonomo di polizia. Per elogiare gli investigatori ma anche per lanciare l’ennesimo allarme organico per la cronica carenza di poliziotti nella nostra provincia.

«L’intensa attività dei poliziotti pistoiesi ha dato i suoi frutti – spiega il segretario provinciale Andrea Carobbi Corso – In questa settimana gli investigatori hanno lavorato giorno e notte per individuare gli autori del gesto e far luce sulla vicenda. Il lavoro dei poliziotti ha permesso, oltre ad individuare i responsabili, di evitare che potesse anche solo nascere la psicosi del razzismo a Pistoia».

«È chiaro che se si fosse disposto di più personale – aggiunge però Carobbi Corso – probabilmente le indagini avrebbero raggiunto questo risultato con maggiore velocità: è impossibile essere in più luoghi contemporaneamente o svolgere più attività allo stesso tempo. La risposta c’è stata, e l’impegno dei poliziotti ci sarà sempre. Ma ci sembra necessario rivolgersi alle istituzioni, ai politici, a chiunque, per l’ennesimo volta, affinché intervengano nelle sedi opportune in modo tale che a Pistoia (questura, Stradale, Polizia ferroviaria e Postale) siano assegnati nuovi agenti. Siamo sempre di meno, siamo sempre più vecchi. Speriamo di poter continuare con questi ritmi serrati e di poter avere sempre questi risultati. Con questi però numeri inizia davvero ad essere difficile». –

MASSIMO DONATI.