«Quello di Vicofaro è stato un fatto isolato»

Il neo prefetto Emilia Zarrilli con i rappresentanti degli enti locali e delle forze dell’ordine (foto gori)

Pistoia, accertamenti in corso sull’intimidazione al migrante ma il prefetto invita a riportare nella giusta misura l’accaduto 

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«Ho convocato il Comitato il giorno del mio arrivo, il 2 agosto». L’ordine del giorno verteva principalmente sui controlli estivi, ma cinque giorni dopo, al tavolo del neo prefetto Emilia Zarrilli, non poteva non essere affrontato il caso Vicofaro. E gli spari con una pistola scacciacani ad opera di due - tre ignoti in direzione di un richiedente asilo che stava facendo jogging approfittando del fresco della sera. «Il Comitato per l’ordine e la sicurezza – afferma la dottoressa Zarrilli – ha discusso di quanto accaduto vicino alla parrocchia di don Biancalani, riportando nella giusta misura l’accaduto».


Cioé? «Si è trattato – risponde il neo prefetto – di un fatto isolato, che non deve destare impressione nella comunità». È un’opinione che si è fatta dopo il colloquio con i partecipanti al tavolo? «Dopo aver letto gli atti – risponde – Naturalmente vanno fatti tutti gli accertamenti del caso».

Recenti indicazioni del Ministero dell’Interno chiedono ai Comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica di “intensificare i presìdi di vigilanza” e rafforzare “i dispositivi di prevenzione”. Insomma, più controlli, in piena corrispondenza con i dettami del governo gialloverde M5S-Lega. Con le prefetture a svolgere il compito di raccordo tra forze dell’ordine ed enti locali. «Oggi la sicurezza partecipata è fondamentale», afferma Zarrilli. E la sua esperienza in altre realtà ha dato risultati positivi. Cita l’esempio di Frosinone, che ha lasciato dopo un incarico di 4 anni e 7 mesi per prendere possesso dell’ufficio di Pistoia. «Il prefetto dev’essere di stimolo alla comunità, su tutto. Ho convocato il Comitato il 2 agosto, e sono contenta di aver trovato un clima sereno tra i partecipanti al tavolo». Sapere chi c’era all’incontro di ieri aiuta a capire i prossimi passi del neo prefetto. Ieri mattina erano presenti il presidente della Provincia Rinaldo Vanni, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, il vice questore vicario Giampaolo Patruno, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Lucio Pica, il comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle Giuseppe Evangelista, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco Luigi Gentiluomo, il comandante della Polizia municipale di Pistoia Sergio Bedessi e il direttore del carcere Tazio Bianchi.

Conosciuti i primi, al rientro dalle ferie il prefetto incontrerà le cooperative che gestiscono i progetti di accoglienza. «A Frosinone la prefettura aveva la funzione di raccordo tra gli enti locali e le cooperative. Pistoia è una provincia unica nel suo genere, dove tutti i Comuni – chi in numeri maggiori, chi in quantità più piccole – ospitano migranti. Tutti i Comuni hanno fatto accoglienza. A Frosinone avevo istituito una commissione per i rifugiati. Possiamo pensare ad un minimo di integrazione, e non solo per fare pulizie sul territorio». Nella città laziale «alcuni migranti si erano resi utili come interpreti durante dei lavori ad un sito archeologico». Lavori socialmente utili in più sensi, insomma, per favorire il rapporto dei richiedenti asilo con la comunità. A settembre l’incontro con le cooperative. –