Cip Ciop, genitori fanno causa al Comune

Due mamme davanti all'ingresso dell'asilo Cip Ciop

Ilaria Maggi (“Le vie dei colori” Onlus) e il marito chiedono un risarcimento alle maestre condannate e all’amministrazione

PISTOIA. Si tornerà tra poco a parlare del caso dell’asilo nido Cip Ciop in un’aula di tribunale. Poco più di otto anni dopo i clamorosi arresti delle due maestre che maltrattavano i bambini, due anni e sette mesi dopo la loro condanna definitiva in Cassazione, sarà il tribunale civile di Pistoia a riaprire il doloroso fascicolo delle violenze inflitte ai piccoli ospiti dell’asilo privato. Dovrebbe tenersi a marzo, infatti, la prima udienza della causa civile intentata dai genitori di uno dei bambini del Cip Ciop, nei confronti delle due maestre e dell’amministrazione comune. A tutti e tre verrà chiesto un risarcimento adeguato per le sofferenze patite dal piccolo e dai suoi genitori, sia durante la permanenza all’asilo sia dopo, quando la struttura fu chiusa e i bambini accolti in altre strutture, ma gli incubi, i problemi caratteriali, le sofferenze psichiche non si dileguarono.



A firmare la citazione insieme al marito, è forse il più noto tra i genitori pistoiesi involontari protagonisti di quella terribile vicenda: Ilaria Maggi, 40 anni, perito informatico, dal 2010 presidente della Onlus “La via dei colori”, fondata insieme ad altri genitori del Cip Ciop e divenuta in tutti questi anni un punto di riferimento a livello nazionale per le famiglie coinvolte in maltrattamenti dei loro figli. La causa civile è seguita dall’avvocato Andrea Moretti, dello studio Moretti-Canobbio di Genova, legali storici della famiglia Maggi, che hanno sempre seguito anche i processi penali seguiti alla scoperta dei maltrattamenti all’asilo (processi che si celebrarono a Genova, perché uno delle vittime era figlio di un magistrato del tribunale di Pistoia). In quei processi emersero le pesanti responsabilità delle due maestre, Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, che picchiavano e maltrattavano i bambini loro affidati: vessazioni implacabilmente documentate dalle telecamere che furono fatte installare dalla polizia. Le due maestre furono condannate in via definitiva dalla Cassazione a 6 anni e 4 mesi la Scuderi, a 5 anni la Pesce.

La causa civile attuale, come detto, è diretta sia contro di loro, sia contro il Comune di Pistoia, che nei confronti dell’asilo privato aveva l’ obbligo di effettuare controlli. In realtà il Comune è già finito sotto processo come responsabile civile, nel cosiddetto “processo Cip Ciop bis”, che aveva come imputati, tra gli altri, la funzionaria comunale Donatella Giovannini. In quel processo la donna fu assolta (10 luglio 2014), escludendo quindi responsabilità dolose nei suoi comportamenti . Ma gli avvocati di Ilaria Maggi e del marito sono evidentemente convinti che vi sia lo spazio per far emergere e dimostrare quanto meno una responsabilità colposa dell’amministrazione comunale pistoiese rispetto al comportamento tenuto dalle due maestre. Insomma, nessun reato, ma quanto meno delle responsabilità per quel che succedeva in quell’asilo nido.

Di qui la decisione di procedere: l’atto di citazione è stato notificato a Palazzo di Giano il 26 ottobre scorso. L’ufficio legale del Comune ha suggerito all’amministrazione di costituirsi, visto anche che l’atto di citazione “appare del tutto sprovvisto di fondamento, alla luce anche degli esiti delle vicende penali ben note all’amministrazione, laddove assume la responsabilità extracontrattuale dell’ente, in solido con quella delle maestre”.